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Trani 2026, Ulisse: «Si voti, scegliendo fra coraggio e verità»

Coraggio e verità. Questo titolo potrebbe sembrare l’appello di chi intenda candidarsi alle prossime elezioni amministrative. Invece, è l’auspicio che come concittadino desidero rivolgere a quanti hanno seriamente a cuore le sorti della nostra città.

Come noto, il prossimo anno, a Trani vi saranno le elezioni amministrative e già cominciano i primi fermenti da parte sia di chi aspira per la prima volta a entrare in consiglio comunale sia di chi è in cerca di una riconferma.

In merito non posso e non voglio esprimere alcun tipo di giudizio, né fare alcun genere di previsione. Tuttavia, vorrei invitare gli elettori tranesi a svolgere una seria e obiettiva valutazione sull’amministrazione della città in questi ultimi dieci anni.

Per questo tipo di operazione occorre porsi una semplice domanda: rispetto a dieci anni fa, quali differenze e quali miglioramenti oggi si possono cogliere in città e quali benefici ne ha tratto la popolazione?

Ciascuno – se onesto, prima di tutto con sé stesso e propenso a migliorare la situazione attuale – è in grado di valutare ciò che vede e dare una risposta. Se non gli riesca, allora faccia una considerazione d’ordine generale e si chieda: perché se per riparare il bagno di casa chiama l’idraulico, mentre per farsi amministrare elegge certi politici?

Non me ne voglia nessuno, la mia non è una provocazione, ma la constatazione di un mistero che si ripete sistematicamente a ogni competizione elettorale che, da tempo immemorabile, fa registrare a tutti i livelli e a tutte le latitudini una classe a dir poco avvilente, imbarazzante, se non addirittura per certi versi pericolosa.

Questa conclusione non è il frutto di un pregiudizio, di un preconcetto o di un retropensiero ideologico, ma l’osservazione del livello e dei risultati della classe politica nazionale e locale. E in questa singolare tenzone, non è facile dire cosa e chi sia peggio: se gli effetti di ciò che essa ha realizzato oppure di ciò che non ha saputo realizzare a causa della totale cecità e sordità di molta sua parte che manifesta un comune denominatore: inadeguatezza.

Ma torniamo a Trani. Sicuramente vi sono coloro che hanno visto realizzare tante cose buone e positive. Chi, ad esempio, come il primo cittadino, parla un numero di cantieri aperti, mai registrato prima in città. Di un rilancio della costa, che è stata resa più fruibile. E c’è chi, invece, gli fa eco chiedendosi a che prezzo sarebbe avvenuto tutto questo e percepisce una città sfigurata, irriconoscibile, sprofondata nel baratro e contornata di “macerie” (ovviamente, in senso metaforico) a cui bisogna porre mano con una profonda ricostruzione.

Una cosa è certa. Gli uni o gli altri, a seconda di chi abbia ragione, non vincerebbero e non vincono nulla. Mentre, perderebbero o, forse, è meglio dire continueremmo a perdere tutti se non avessimo il coraggio di guardare in faccia la realtà. E la realtà non mente, mostra sempre la verità. E la verità – citando Sant’Agostino – è come un leone. Non avrai bisogno di difenderla Lasciala libera. Si difenderà da sola. Sulla stessa linea di pensiero, circa tre secoli prima, Epitteto scriveva: la verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici.

Il compianto e amato Papa Francesco, ai partecipanti all’incontro dell’International Catholic Legislators Network, ricevuti in udienza il 27/8/21, ricordava che la «chiamata più alta» per la politica è «quella di servire il bene comune e dare priorità al benessere di tutti, prima del tornaconto personale». E a giugno dello scorso anno, al vertice del G7, svoltosi a Borgo Egnazia, ribadiva che la politica di cui c’è bisogno opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine.

Da ultimo, Papa Leone, durante il Giubileo dei Governanti, celebratosi in Vaticano lo scorso mese di giugno, ha rammentato che l’azione politica è «la forma più alta di carità», segno e testimonianza concreta «dell’agire di Dio in favore dell’uomo».

Dal suo canto, la Costituzione italiana, anche se non menziona esplicitamente il termine "carità", pone di fatto le basi per la sua attuazione nel contesto sociale e giuridico italiano. Lo fa attraverso i principi di solidarietà, uguaglianza e il richiamo ai doveri inderogabili verso gli altri, quali la promozione della dignità della persona, la tutela dei diritti fondamentali e l'impegno per il benessere collettivo (mirabilmente espressi negli artt. 2, 3, 7, 19, 32 e 37).

Se ciò non basti a indurre a un atto di resipiscenza quanti ravvisino un bilancio positivo sull’amministrazione e sulla politica locale degli ultimi dieci anni, propongo di fare un giro per la città, di sentirne gli odori e di ascoltare le persone, compresi i forestieri che ancora per qualche giorno saranno a Trani, e che, è bene sottolineare, in prevalenza, tornano ogni anno a trovare i propri cari e amici.

Decenni orsono Trani veniva definita come la perla dell’Adriatico, ma oggi, forse, Trani appare più come una perla nel fango. Ovunque si guardi, si scorge sporcizia, disordine, bruttezza provocata da assenza di controlli e dall’ignoranza degli incivili.

Non si tratta di una visione presuntuosa o pessimistica né tantomeno di una posizione polemica, ma, oggi, Trani è come una casa sciatta, sporca e abbandonata a sé stessa dove poco o nulla funziona o è al posto giusto.

Farne un elenco sarebbe lungo così come parlare di ciò che non va è molto facile. Non lo faccio. Però, vorrei richiamare l’attenzione almeno su tre questioni: gestione del verde pubblico, raccolta dei rifiuti e pulizia delle strade, illuminazione cittadina.

Ciascuno faccia le sue valutazioni e, magari, si esprima. Aiuti la comunità a crescere. Faccia sentire la propria voce ai nostri amministratori. Non lasciamoci anestetizzare. La politica non è solo far quadrare i conti.

Perciò, mi rivolgo idealmente a ogni elettore tranese e lancio un appello al loro senso di responsabilità, perché acquisiscano consapevolezza sull’importanza del proprio voto e, quindi, tornino o si rechino a votare, scegliendo dalle prossime elezioni in poi, non quelle persone indicate da altri, ma quelle che ritengano realmente meritevoli della loro fiducia, perché col proprio vissuto, coi propri trascorsi, hanno dato prova di rettitudine. Ai giovani elettori, che sono l’energia vitale del nostro presente e insieme ci permettono di costruire il futuro di tutti e di poterlo guardare con viva speranza, oltre che invitarli ad andare a votare, chiedo di mostrare con insistenza le loro capacità, le loro idee, i loro progetti, i loro sogni, il loro coraggio perché contribuiscano a orientare le scelte del governo di questa città per il bene di tutti.

Senza dimenticare che la buona politica è sempre condivisa e in senso integrale e si incarna in quelle persone che intendono servire realmente il bene comune, partendo dalle periferie geografiche, da quelle esistenziali, dal basso e dagli ultimi; in quelle persone che vedano la città secondo una visione di comunità che cammina e cresce insieme e che attraverso un costante dialogo, un’autentica partecipazione e un sincero ascolto dei cittadini sappiano far scoprire e vivere la bellezza della solidarietà sociale e dell’appartenenza all’unico genere umano.

Nicola Ulisse

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