Cultura, costume e intrattenimento, incorniciati dalla bellezza del mare di Trani. Al Salto dell'acciuga è andato in scena "Dalla Casa Bianca alla Casa del Grande Fratello", incontro pubblico con il giornalista e volto storico della Rai Attilio Romita.
L'intervista, condotta da Vincenzo Rutigliano, giornalista de Il Sole 24 Ore e presidente del Circolo della Stampa San Francesco di Sales, ha esplorato i momenti salienti della carriera di Romita. Il pubblico ha potuto ascoltare aneddoti e retroscena inediti, dalle sue esperienze come inviato e conduttore del Tg1 fino alla sua inaspettata, ma per nulla rinnegata avventura nella Casa del Grande Fratello.
Romita, con il suo tono garbato e diretto, ha saputo coinvolgere e divertire i presenti, offrendo una riflessione sul ruolo dell'informazione e sui rapidi cambiamenti della società contemporanea. Il dialogo ha unito in modo efficace profondità e leggerezza, mantenendo vivo l'interesse di un pubblico numeroso e attento.
A margine della conversazione, Romita ha offerto una lucida riflessione sul futuro della sua professione. Rispondendo alla domanda, provocatoria ma attuale, se il giornalismo sia morto, ha sostenuto con fermezza il contrario: «Il giornalismo non è morto affatto, ma la professione è stata semplicemente trasformata da una rivoluzione epocale, che è quella del digitale»
Romita ha riconosciuto che le tecniche di comunicazione e le modalità di lavoro dei giornalisti sono cambiate radicalmente: «Ci sono meno inviati e più persone davanti a un computer. Tuttavia, ha sottolineato che questa rapidità non ha spento la professione, ma l'ha resa ancora più viva di prima, in una costante corsa alla notizia. Oggi, ha concluso, i fruitori dell'informazione godono di una "ricchezza straordinaria di contenuti e di prodotti». E ha paragonato la situazione attuale a quella passata, quando gli esperti prevedevano, erroneamente, la fine dei giornali stampati.
(si ringrazia Antonio Pistillo)
