Ogni venerdì sera, dopo le 23:30, le frequenze di Radio Bombo si trasformano in un viaggio sonoro attraverso la storia della house music. È infatti partito “Houseology”, il nuovo format ideato e condotto da Damiano Scoccimarro e Piero De Cillis, dedicato a biografie, racconti e selezioni musicali dei DJ, producer e label che hanno scritto le pagine più importanti di questo genere.L’appuntamento di questa settimana rende omaggio a Armand van Helden.
Armand van Helden è uno dei nomi più riconoscibili della scena house internazionale. Nato a Boston da padre di origini olandesi-indonesiane e madre franco-libanese, cresce tra diversi Paesi seguendo i trasferimenti del padre, pilota dell’aeronautica statunitense. Una vita cosmopolita che segnerà profondamente il suo gusto musicale, aperto a contaminazioni e sperimentazioni.
Negli anni ’90 si trasferisce a New York, dove scopre la house e l’hip hop e inizia a esibirsi come dj. Il suo primo singolo, The Witch Doctor (1994), lo porta subito all’attenzione del pubblico, mentre il remix di Professional Widow di Tori Amos (1996) lo consacra tra i produttori più richiesti. Da lì una carriera fatta di hit e collaborazioni sotto il suo nome e diversi pseudonimi, sempre legata alla scena club internazionale.
Con brani come U Don’t Know Me (1999), Hear My Name (2004) e I Want Your Soul (2007), Van Helden firma alcune delle tracce più ballate nelle discoteche di tutto il mondo. Memorabile anche il suo tocco da remixer, capace di trasformare classici come Je suis music di Cerrone in nuove bombe da dancefloor.
Nel 2009 fonda con il canadese A-Trak il duo Duck Sauce, che con la hit Barbra Streisand conquista le classifiche globali. Nel 2016 pubblica Extra Dimensional, un album che conferma la sua capacità di reinventarsi senza perdere l’energia delle origini.
Dj, produttore e autentico pioniere della house, Armand van Helden continua a essere un punto di riferimento per generazioni di clubber, simbolo di un suono che unisce radici urban e respiro internazionale.




