La Chiesa evangelica di Trani "Dio è amore" ha festeggiato i suoi 50 anni di attività nel suo tempio di via Papa Giovanni XXIII (erede di quelli di via San Gervasio e via Superga) con un evento che ha visto la partecipazione di fedeli, amici di altre confessioni religiose e rappresentanti delle istituzioni. A margine della celebrazione, il pastore Gigi Sciascia ha condiviso alcune riflessioni sul ruolo della Chiesa e sul futuro.
In primo luogo, l'attenzione della sua Chiesa è sempre stata rivolta alle nuove generazioni: «La Chiesa evangelica lavora in modo "meticoloso" con i bambini, con l'obiettivo di ispirarli a diventare modelli di amore, rispetto e fede nella società».
Questa dedizione si è manifestata anche attraverso la proiezione di un documentario, il cui protagonista, un ragazzo svogliato e indolente, trova un nuovo slancio e una nuova direzione nella sua vita dopo avere incontrato e meglio conosciuto la Chiesa.
Il pastore ha evidenziato l'importanza del dialogo e della collaborazione con le altre realtà religiose e sociali. Ha espresso «grande soddisfazione per la presenza all'evento di tanti amici di fede cattolica» e ribadito «l'impegno della Chiesa a connettersi con le espressioni di fede sane e disinteressate, che si fondano sull'amore e sui principi cristiani».
Sciascia, che a fine serata ha simbolicamente raccolto il testimone dal pastore emerito, Vincenzo Grande, ha anche fornito un aggiornamento su due progetti chiave per la comunità.
In primo luogo il "Centro della speranza", che in via Superga ha preso il posto della vecchia chiesa. Il centro compirà a breve un anno dalla sua inaugurazione e prosegue la sua attività per servire chi ha bisogno. Il pastore ha espresso l'ambizione di «vederlo crescere e migliorare sempre di più».
Quanto al progetto per la costruzione di una nuova sede di proprietà, il pastore ha definito il progetto "ambizioso" lo ha «affidato il progetto a Dio» e ha sottolineato che «la presenza di tanti rappresentanti delle istituzioni all'anniversario della Chiesa è un segnale positivo».
Il luogo in cui sorgerà la nuova struttura è ancora da definire, ma la speranza della comunità è che rimanga nel quartiere periferico di Sant'Angelo, dove la Chiesa ha già lasciato un'impronta indelebile.
























