In occasione della 46ª Giornata Mondiale del Turismo, che ricorreva ieri, l'Arcivescovo Leonardo D’Ascenzo ha diffuso un messaggio incentrato sul tema scelto dall'Organizzazione Mondiale del Turismo: “Turismo e trasformazione sostenibile”.
L'Arcivescovo ha immediatamente collegato il tema all'Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, definendo il turismo come un'occasione fondamentale di crescita, incontro, reciproca conoscenza e cura della "casa comune".
D’Ascenzo ha messo in guardia contro l'impatto negativo della mobilità globale sulla salute delle persone e sulla natura, invocando una "conversione" verso la sostenibilità. La responsabilità è collettiva: "Tutti siamo ospiti di questa 'casa comune' che è il creato, non possiamo delegare la cura dell’ambiente ai pochi".
Secondo l'Arcivescovo, l'esperienza del viaggio è cruciale per questa consapevolezza: il turismo "favorisce la contemplazione della bellezza naturale e artistica" e, attraverso il contatto con popoli e culture diverse, "spiana l’arduo cammino della pace, generando rispetto reciproco e solidarietà".
Il messaggio non si è limitato all'ambito ecologico, ma ha toccato anche l'istanza della giustizia sociale legata al settore.
D’Ascenzo ha denunciato la tentazione di fare del turismo un "oggetto di speculazione", citando due problematiche concrete: l'aumento dei viaggiatori che non corrisponde a un'offerta adeguata; la richiesta di personale di servizio che "disattende il principio del giusto salario", alimentando una precarietà che non può mai essere "fonte di un futuro sostenibile, soprattutto per i giovani".
L'Arcivescovo ha concluso il suo appello includendo direttamente le realtà ecclesiali: anche le Comunità parrocchiali e i Santuari, luoghi tradizionali di turismo, devono farsi carico di quel "debito ecologico" che coinvolge l'umanità, investendo su un uso sostenibile delle risorse. L'impegno per la salvaguardia del creato, ha chiosato, "inizia dall’attenzione alle piccole cose".
