È di circa 100.000 euro l’ammontare dei danni subiti dal bus elettrico rimasto incastrato sotto il viadotto di Trani centro, in via Vecchia Corato, lo scorso 22 gennaio. A renderlo noto è stato l’amministratore delegato di Amet, Vitantonio Dipace, a margine dell’inaugurazione dei tre nuovi scuolabus elettrici.
Rispondendo a una domanda sui costi di gestione della crescente flotta di mezzi a emissioni zero, Dipace ha precisato che, se da un lato la manutenzione ordinaria dei veicoli elettrici risulta più economica, dall’altro «in caso di incidenti, trattandosi di veicoli con tecnologie complesse, i costi di riparazione diventano elevati».
Resta ora da chiarire a chi spetterà sostenere la spesa. Formalmente, la responsabilità del sinistro ricadrebbe sul conducente, sebbene abbia fatto sapere di avere accusato un improvviso malore. In base alle procedure, Amet dovrà inizialmente coprire il costo della riparazione, riservandosi poi di rivalersi sul dipendente attraverso un’azione giudiziaria o una transazione extragiudiziale.
L’episodio, che aveva suscitato clamore all’epoca dei fatti per la dinamica e i danni riportati al mezzo, riaccende il dibattito sui costi e sulle complessità di gestione della transizione elettrica nel trasporto pubblico locale.
