Un giorno di emozione e gratitudine, l’Associazione Il Sogno di Angelica ha vissuto un momento indimenticabile nella Casa di Reclusione femminile di Trani.
Spiega Luisa Tortosa presidente dell’associazione: « Dopo mesi di attesa, il nostro desiderio si è realizzato: essere accolti da donne straordinarie che, con il cuore e le mani, hanno dato vita a un piccolo miracolo d’amore. Le ospiti di questa casa hanno realizzato lenzuola ricamate, curate in ogni dettaglio, lavate, stirate e confezionate con una dolcezza che si percepisce in ogni filo. Dai tessuti hanno creato cuori ricamati, su cui hanno scritto un augurio semplice ma potentissimo:
“Buona notte”, in italiano e in swahili, dedicato a tutti i bambini che dormiranno avvolti in questo dono d’amore. Il materiale è stato offerto con generosità dall’Associazione La Voce di Luca, a cui va la nostra più sincera gratitudine. Ma il vero tesoro è stato il lavoro delle mani e dei cuori di queste donne, capaci di trasformare il tempo della reclusione in un gesto di libertà e solidarietà.
L’emozione di questa giornata resterà indelebile. L’Associazione Il Sogno di Angelica ringrazia di cuore il direttore Giuseppe Altomare, il commissario Ruggiero Pastore, l’educatrice Stefania Noviello, Don Raffaele Sarno, la suora di carità di SGA coinvolta, in particolare tutte le donne che hanno reso possibile questo progetto.
Con noi porteremo in Kenya un pezzo del vostro cuore, e là parleremo di voi — del vostro impegno, della vostra sensibilità e della vostra forza. Grazie, perché attraverso di voi abbiamo sentito ancora una volta la presenza viva di Dio nei gesti più semplici e autentici».
Dai social don Raffaele Sarno, cappellano della Casa di Reclusione Femminile di Trani, racconta:
«Un ponte di solidarietà tra il carcere femminile di Trani e il Kenya. Questa mattina sono stati consegnati all'associazione "Il sogno di Angelica" i corredini per i lettini dei bambini dell'ospedale pediatrico keniota con cui da tempo è in atto una proficua collaborazione.
Le lenzuola e le federe sono state amorevolmente cucite e preparate dalle detenute della Casa di reclusione che, in modo assolutamente volontario, hanno aderito al progetto, impegnandosi a realizzarlo in vista della consegna nel mese prossimo. L'iniziativa ha trovato ampio consenso da parte della Direzione, dell'Area educativa e della Polizia penitenziaria, fino al punto da elargire ufficialmente un encomio alle detenute che si sono impegnate in tal senso. Intensa l'emozione di tutti i presenti, col desiderio di proseguire con queste forme di vicinanza alle persone più fragili.»
















