Le associazioni Aea, Codacons (sede di Trani) e Oikos Trani hanno espresso una forte critica e scetticismo nei confronti delle conclusioni fornite da Arpa Puglia in seguito al crollo parziale di un tetto industriale in Via Papa Giovanni XXIII a Trani, avvenuto il 1° ottobre 2025.
La contestazione nasce dal fatto che, nonostante Arpa Puglia abbia confermato la presenza di amianto nei detriti del capannone danneggiato da una tromba d'aria, l'ente ha contemporaneamente dichiarato che l'incidente "non ha prodotto danni ambientali".
Le associazioni contestano questa rassicurazione, etichettandola come una "minimizzazione" o addirittura uno "stravolgimento della realtà", in considerazione dell'indiscutibile tossicità dell'amianto e dei suoi effetti devastanti sulla salute umana, ampiamente documentati dalla scienza e dai registri tumori nazionali relativi alle patologie correlate all'asbesto.
Il cedimento del tetto ripropone con urgenza la questione della mancata bonifica dell'amianto in città, a più di trentatré anni dall'entrata in vigore della Legge 257/92 che ne impone l'obbligo. Le associazioni denunciano di aver condotto campagne di sensibilizzazione inascoltate per lungo tempo.
Il comunicato sottolinea come Arpa si limiti a offrire rassicurazioni, mentre la Asl mantiene il silenzio, tollerando che in molti capannoni che contengono amianto si continuino a svolgere attività lavorative. Questa inerzia espone non solo i lavoratori a gravi rischi per la loro vita, ma anche i loro familiari, a causa della possibile contaminazione domestica, richiamando alla memoria tragici episodi storici.
In conclusione, le associazioni affermano che i cittadini, in particolare quelli che vivono nelle zone a maggiore rischio, sono stanchi del silenzio delle istituzioni e chiedono con forza che la legge sulle bonifiche venga finalmente e integralmente rispettata.
