È bastato un attimo di distrazione, ieri mattina, perché il cronista giunto di corsa sul posto, davanti al santuario di Santa Maria di Colonna rischiasse una rovinosa caduta proprio poco prima di entrare nel monastero, dove stava per iniziare la presentazione della manifestazione “Tranincorsa”.
Solo equilibrio e fortuna hanno evitato il peggio. Ma, a quanto pare, non è stato un episodio isolato: negli ultimi due mesi almeno dieci persone sarebbero cadute nello stesso punto, soccorse dal personale del monastero, che ormai tiene una cassetta di pronto soccorso fissa vicino all’ingresso.
Gli incidenti si verificano inciampando sulla parte sopraelevata del sagrato, che crea un dislivello poco visibile. In passato, per segnalare il pericolo, l’ex rettore don Mimmo Gramegna aveva fatto apporre un nastro giallo e nero lungo tutto il bordo rialzato. Una misura semplice ma efficace, rimossa però più volte – e mai più ripristinata – da famiglie di sposi che giudicavano quelle strisce antiestetiche nelle foto di matrimonio.
Da allora, il dislivello non è più segnalato e il rischio di cadere resta concreto. «Abbiamo chiesto più volte al Comune di intervenire per trovare una soluzione definitiva – fa sapere don Mimmo – ma finora nulla è stato fatto, forse per timore di toccare un’area sottoposta a tutela della Soprintendenza».
Resta il fatto che la sicurezza dei fedeli e dei visitatori dovrebbe venire prima di tutto. Perché davanti a una chiesa, più che affidarsi alla preghiera, servirebbe un segnale visibile che eviti nuovi incidenti.


