Amet chiude il bilancio 2024 con un utile di quasi 5 milioni di euro (4.966.510), a fronte dei 278 mila del 2023. Un risultato che segna il ritorno alla stabilità dopo anni complessi, anche se frutto in parte di un’operazione di pulizia contabile. Il Consiglio di amministrazione (Caputo, Dipace, Nenna) ha proposto di destinare l’utile alla copertura delle perdite pregresse.
Il valore della produzione cresce a 23,6 milioni di euro, contro i 17,2 del 2023. I ricavi da vendite e prestazioni calano a 11,5 milioni, per effetto della cessione del ramo relativo agli utenti vulnerabili, ma altri ricavi e proventi salgono a oltre 11 milioni, a fronte di 1,6 milioni nel 2023. Il patrimonio netto aumenta a 25,5 milioni (erano 20,5), anche grazie al rilascio di un fondo rischi e oneri di circa 7 milioni, che ha inciso positivamente sul risultato per 5,9 milioni al netto delle imposte.
I debiti verso il Comune ammontano a circa 114 mila euro, mentre l’autorimessa comunale resta in uso ad Amet in comodato gratuito. La società, interamente partecipata dal Comune di Trani, gestisce distribuzione elettrica, trasporto urbano, sosta a pagamento, videosorveglianza e assistenza all’ormeggio nella darsena comunale.
Il bilancio è redatto in continuità aziendale: la concessione della rete elettrica scadrà nel 2030, quella del trasporto pubblico nel 2026. Nessun elemento, secondo la relazione, mette a rischio la stabilità dell’azienda. Nel frattempo, Amet è stata ammessa a un progetto PNRR da 10,4 milioni per il potenziamento della rete elettrica cittadina.
Sul fronte dei servizi, il contratto per la gestione delle aree di sosta – scaduto il 30 giugno 2024 – è stato prorogato fino all’ingresso, dal 1° aprile 2025, del nuovo gestore Sis. Il prossimo bilancio terrà dunque conto solo di un esercizio parziale sulle “strisce blu”.
Nel complesso, Amet appare oggi più solida, ma chiamata a gestire una delicata fase di transizione tra vecchi servizi in dismissione e nuove sfide industriali e gestionali.
