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Lama chiuso, scontro sindaci. Bottaro: «Riaprire se lavori non partono». Angarano: «Invece sono iniziati»

È scoppiata una polemica a distanza tra il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, e il suo omologo di Bisceglie, Angelantonio Angarano, riguardo ai ritardi nell'avvio dei lavori di ristrutturazione del Ponte Lama, l'infrastruttura storica che unisce le due città.

Il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ha espresso il suo disappunto per lo stallo, sottolineando il valore unificante dell'opera che da quasi 250 anni sorge su lama Paterno. Pur riconoscendo l’importanza e l'improrogabilità dei lavori per Bisceglie, grazie all’ingente finanziamento ottenuto, Bottaro ha rimarcato come la chiusura del ponte per i prossimi due anni rappresenti un grave disagio per entrambe le comunità.

«Avrei certamente preferito che, in fase di esecuzione dei lavori, i tempi di chiusura del Ponte fossero stati minimi. Ma chi amministra da tanti anni sa bene che non sempre ciò che vogliamo è realizzabile», ha dichiarato Bottaro. La sua critica si è concentrata sui tempi morti: «Sicuramente, però, non è tollerabile aver chiuso il Ponte da circa un mese, con tutto ciò che ne deriva per le due comunità, senza aver dato inizio ai lavori».

Il primo cittadino tranese ha quindi chiesto all’Amministrazione di Bisceglie, all’Ufficio Tecnico, al RUP e al Direttore dei Lavori di dare inizio quanto prima agli interventi o, in alternativa, di disporre la riapertura del Ponte qualora l’inizio degli stessi non fosse imminente.

La risposta del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, è stata netta e articolata, pur mostrando comprensione per i disagi dei cittadini. Angarano si è detto dispiaciuto per un «post social da parte di chi dovrebbe ben conoscere la “storia” di questi lavori non più procrastinabili, sebbene non si sia mai interessato alla risoluzione delle problematiche sulla sicurezza del Ponte Lama, pur conoscendo la situazione di pericolosità».

Angarano ha ripercorso le tappe che hanno portato alla chiusura. Già nel 2019, dopo il crollo del Ponte Morandi, il Comune di Bisceglie commissionò una consulenza scientifica al Politecnico di Bari che evidenziò gravi criticità strutturali. Nonostante ciò, e sebbene il Comune avesse già la facoltà di chiudere l'infrastruttura, a gennaio 2023 si optò per il senso unico alternato e l'interdizione ai mezzi pesanti (sopra le 3.5 tonnellate), per mitigare il pericolo.

Il sindaco biscegliese ha ricordato il finanziamento di 5 milioni ottenuto nel 2021 e la successiva progettazione. Ha sottolineato che la chiusura, avvenuta a fine settembre, è stata procrastinata rispetto a giugno proprio per non ostacolare le esigenze balneari, soprattutto quelle di Trani. Inoltre, ha precisato che la chiusura non è stata priva di attività, in quanto sono cominciate «opere di bonifica a terra per ricavare lo spazio per gli appoggi dei ponteggi e per consentire l’accesso e il movimento dei mezzi pesanti nella lama». Tali operazioni propedeutiche sono ormai concluse e l'intervento di riqualificazione «a brevissimo partirà».

Infine, Angarano ha concluso spiegando che l'intenzione, definita da Bottaro come «festeggiamenti», era in realtà quella di presentare alla stampa e ai cittadini l’urgenza e la complessità di un’opera storica, necessaria a garantire la sicurezza di tutti. Ha anche evidenziato che la richiesta di attenuare i disagi con la sostituzione delle fermate STP è stata inoltrata (e accolta) per il solo tratto biscegliese, domandando perché lo stesso non sia stato richiesto anche nel Comune di Trani.

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