È ai nastri di partenza la VII edizione della rassegna nazionale di teatro amatoriale “Venerdì a Teatro”, co-organizzata dalla Compagnia dei Teatranti e dal Comune di Trani e patrocinata dalla Unione Italiana Libero Teatro.
Anche quest’anno i 5 spettacoli in cartellone saranno rappresentati all’interno dell’auditorium Monsignor Pichierri della chiesa di San Magno in Trani ma non con cadenza bisettimanale come negli scorsi anni.
Si parte venerdì 24 ottobre con l’opera “Le bugie con le gambe lunghe” di Eduardo de Filippo (Compagnia Il Dialogo, Camposano NA). Secondo appuntamento venerdì 7 novembre con “Tre papà e un bebè” di Antonio Grosso (Compagnia Quanta Brava Gente, Taranto). Venerdì 14 novembre terzo appuntamento con “Fuori dalla stanza” di Marco Balma (Compagnia Degli Evasi, Castelnuovo Magra SP). Quarto appuntamento il 21 novembre con “Non mi dire te l’ho detto” di Paolo Caiazzo (Compagnia Artemanus, Monocalzati AV). E a grande richiesta, la Compagnia dei Teatranti (Bisceglie/Trani), come da tradizione, chiuderà la rassegna venerdì 5 dicembre con “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.
Come per lo scorso anno, i posti saranno numerati per abbonamenti e singoli biglietti, mentre i costi degli stessi restano invariati: 35 euro l’abbonamento intero, 25 euro l’abbonamento ridotto (per gruppi o associazioni che sottoscriveranno almeno 10 abbonamenti), 10 euro biglietto intero, 8 euro biglietto ridotto (per tutti gli under 18). La prevendita di abbonamenti e biglietti sarà presto attiva presso l’Edicola Friends in via Lambertini n.67 angolo Via Nicola de Roggiero) a Trani.
Venerdì 24 ottobre “Le bugie con le gambe lunghe” di Eduardo de Filippo (Compagnia Il Dialogo, Camposano NA).
LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE
Libero Incoronato è Innamorato di Graziella, una ex-prostituta, ma il timore dello scandalo e delle convenzioni sociali gli impedisce di sposarla. Intorno a lui si muove un intreccio di relazioni false, opportunismi e menzogne: matrimoni di convenienza, amori traditi, gravidanze attribuite a caso e convenzioni ipocrite. In un mondo dove la verità è scomoda, Libero si trova costretto ad adeguarsi e, con una bugia plateale, rivendica il diritto di vivere a modo suo, restituendo al pubblico una riflessione amara ma ironica sull'onestà e sull'apparenza.

