Un’ora di musica e silenzio ha trasformato la casa circondariale di Bari in un luogo di intensa emozione. Una cinquantina di detenuti della Prima sezione ha assistito al concerto del pianista ucraino Yevhen Levkulych, organizzato dalla Fondazione “Aldo Ciccolini” di Trani, guidata da Elisabetta Papagni (insieme nella foto, l'unica possibile per il divieto di introdurre telefonini nella struttura).
Il recital, intitolato “Ero e Leandro” e sostenuto dal Ministero della Cultura, rientra nei progetti che portano la musica anche nei luoghi di reclusione. Papagni ha ricordato come la fondazione si impegni a valorizzare giovani talenti e a diffondere la cultura musicale anche dove le persone non possono raggiungerla.
Il pubblico, composto da detenuti e agenti, ha seguito in un silenzio assoluto, tra sguardi assorti e gesti di sincera partecipazione. Alla fine è arrivata la richiesta di un bis, “Chiaro di luna” di Beethoven, che però il pianista ha dovuto rifiutare con garbo, spiegando di non averlo mai suonato.
Applausi, strette di mano e ringraziamenti hanno chiuso l’incontro, che per un’ora ha fatto dimenticare le sbarre e riportato nel carcere un frammento di bellezza e libertà.
