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San Leonardo, uno dei primi culti tranesi

Biografia. Leonardo di Noblac è stato un abate francese che ha condotto una vita eremitica, dopo aver rifiutato la carriera cavalleresca. All’abate, per placet concesso dal re Clodoveo, è attribuito il privilegio di liberare i prigionieri che egli stesso avesse riconosciuto come innocenti e meritevoli di immediato perdono. Così, Leonardo libera un numero imprecisato di carcerati, sottoposti a condizioni disumane e privati della loro libertà. Quando gli fu offerta la possibilità di divenire vescovo, egli rispose: «Principe, date la mitria pontificale a coloro che la desiderano. Io mi accontento di lodare il Signore conducendo una vita da eremita» (Vita 7). La sua memoria liturgica è celebrata il 6 novembre, data della sua nascita in Cristo.

Chiesa. Una testimonianza del culto tranese dedicato a san Leonardo è rappresentata da una sinagoga poi trasformata in chiesa, intitolata al santo. L’edificio sacro si trova al civico 36 di vico Gabriele Morola, nel cuore della Giudecca di Trani. Datato intorno all’anno 1100, il tempio conserva una vasca di purificazione conforme alle prescrizioni ebraiche e due lapidi (1741 e 1754). Con la cristianizzazione, l’edificio è dedicato prima a s. Maria de Cara, poi a S. Francesco Saverio e infine a s. Leonardo. Nel 1883 le Clarisse, residenti in via Duomo, acquistano diversi edifici, tra cui la chiesa, che fu eretta a cappella privata e utilizzata per la preghiera comunitaria. Trasferitesi nel 1966 presso il monastero adiacente al Santuario dell’Apparizione, le religiose procedettero alla vendita dei loro beni, compresa la cappella, che divenne proprietà della famiglia Savona.

Effigie. La statua di san Leonardo è ritrovata casualmente dalla famiglia Di Bello verso la metà dell’Ottocento, in un sottoscala del Palazzo Valenzano (oggi sede dell’Archivio di Stato). L’episodio, letto in chiave provvidenziale, diede origine a una consuetudine familiare: il primogenito avrebbe dovuto ereditare, custodire e tramandare l’effigie del santo. La scultura, in legno policromo, è databile all’XI secolo ed è opera di autore ignoto. Succeduto alla madre Angela Di Bello, il sig. Mauro Valenziano, iscritto alla Congrega di Santa Maria dé Dionisio, decide di donarla nel 2014 alla Rettoria dei Santi Medici, affinché fosse esposta al culto dei fedeli.

Devozione. Sebbene il culto verso san Leonardo sia oggi pressoché scomparso, mi piace definirlo come una sorta di paradosso religioso. Da una parte, la donazione della statua lignea, collocata nella centralissima chiesa dei Santi Medici, rappresenta un segno di rinascita della devozione e un invito a riconoscere in lui il protettore dei prigionieri, particolarmente significativo in una città come Trani, che ospita ben due case di reclusione, custodi di storie, fragilità e vite in rinascita. Dall’altra, rattrista constatare come una delle quattro antiche sinagoghe, poi trasformata in chiesa di San Leonardo, sia oggi catastalmente assegnata ad abitazione privata, più esattamente a B&B. È sorprendente, ma il buon senso civico e religioso dovrebbe spingere le istituzioni locali ad interrogarsi in merito, al fine di riconoscere e restituire alla loro originaria destinazione quei luoghi che, trasformati in ristoranti o dormitori, potrebbero invece tornare ad esprimere il vero senso del sacro. Perché no, oggi coloro che ne portano il nome, oltre che a ricevere i consueti auguri onomastici, sarebbero nuovamente invitati a venerare maggiormente il loro santo protettore. Che San Leonardo ne compia il miracolo..!

Si ringrazia la Confraternita S. Maria dé Dionisio per le informazioni.


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