Il presidente del Trani, Luciano Pace, ha commentato la vittoria per 5-0 sulla Virtus Bisceglie e l’andamento del campionato, oltre a soffermarsi sulle questioni legate allo stadio, tema che negli ultimi giorni ha alimentato contestazioni e tensioni, soprattutto da parte della tifoseria nei confronti dell’amministrazione comunale. Il malcontento dei sostenitori nasce dal fatto che l’impianto di illuminazione, realizzato e acceso soltanto in un’occasione – giudicata autoreferenziale – non è mai stato realmente messo a disposizione del pubblico né utilizzato durante le gare ufficiali.
Intervistato dopo il match, Pace ha risposto alla domanda sul traguardo dei 30 punti conquistati: «Più che la lode, mancano ancora più di venti partite. Questa è la verità. Per ora sta andando tutto bene, ma non casualmente. Dietro c’è un lavoro che parte dall’estate, con l’allestimento di una rosa competitiva, e c’è il lavoro di tutto lo staff tecnico, con il mister in prima fila». Il presidente ha riconosciuto i progressi ma ha anche precisato: «Manca ancora poco per la perfezione, però ci proviamo».
A chi gli chiedeva se ora bisogna solo “tirare le partite che mancano”, ha risposto ampliando la visione: «Io parlo di un concetto più profondo del vincere partite. Perché questo sia un buon lavoro, un bel lavoro che resti come un ricordo importante per tutti noi, manca ancora qualcosa. E non parlo solo del campo da gioco, parlo dell’area sportiva nel suo complesso». Poi ha aggiunto: «Penso che questa città stia rispondendo oltre le più rosee aspettative. Credo che, al momento, questa sia la storia più bella del calcio dilettantistico in Italia. Ora dobbiamo perfezionare alcuni aspetti».
Inevitabile il riferimento ai problemi dello stadio. Anche qui Pace ha cercato equilibrio: «Tengo a precisare che, per arrivare a fare ciò che tutti attendiamo – i fari, l’apertura della gradinata – non c’è nessuna persona in particolare che costituisce il problema. La burocrazia è lunga, farraginosa. Noi però siamo stoici, non molliamo e ce la faremo».
Da parte della società è arrivata più volte una comunicazione chiara, anche sui social, mentre dall’amministrazione comunale non sarebbe arrivata un’esplicazione altrettanto diretta. Pace ha risposto con una riflessione più ampia: «Per quanto il calcio a Trani abbia una rilevanza sociale importante, la burocrazia in tema di aperture, sicurezza e via dicendo è fondamentale perché tutela il cittadino e il fruitore dello stadio. A volte però questi passaggi allungano un percorso a ostacoli, anche per i dirigenti comunali o per la parte politica». Poi ha precisato: «Non è colpa di nessuno, di nessuna persona in particolare. Se dall’altra parte dovessero spiegare come e perché il percorso è più lento del previsto, deve essere un loro sentimento, un loro gesto. Ma probabilmente sono persone e professionisti impegnati anche in questioni oggettivamente più importanti».
