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Calcio storico: 1971, Sorge stende il Brindisi di Vinicio e Trani è capolista in C

Accadde oggi: 31 ottobre 1971
Campionato 1971/1972 Serie C
TRANI-BRINDISI 1-0
Arbitro: Giosuè Stagnoli di Bologna
Rete: 17’ p.t. Sorge
Note: cielo coperto, giornata fredda; terreno in buone condizioni; spettatori oltre 5.000; calci d’angolo 6-2 per il Brindisi.
TRANI: Paticchio, Schipa, Tonin; Comola, Pignataro, Rosati; Favaron, Sorge, Chimenti, Zanello, Somma (dal 74' Baffi)
All. Sergio Ballarin
BRINDISI: De Rossi, Sensibile, La Palma; Bellan, Fiorini, Castelletti; Girol, Giannattasio, Tomy, Lombardo (dal 46' Renna)
All. Luis Vinicio
Il Trani con la vittoria odierna ai danni del Brindisi balza solitaria in testa alla classifica e si candida per disputare un campionato da vertice. Sergio Ballarin ha saputo trovare, in breve tempo, quella alchimia tattica necessaria per realizzare una serie di successi tanto esaltanti quanto inaspettati. Il Brindisi è rimasto sbalordito dal ritmo e dall’agonismo della squadra tranese e, nonostante la rete della vittoria tranese sia stata realizzata al 17’ del primo tempo, nella restante ora ed un quarto di gara, non è riuscito a trovare il bandolo della matassa per riequilibrare le sorti dell’incontro. Si può convenire che la rete di Sorge possa essere considerata un tantino fortunosa, ma la condotta di gara del Trani, dal momento del gol al termine dell’incontro, ne ha legittimato la vittoria. Il Brindisi, quindi, ha meritato la sconfitta per quello che non ha saputo fare dopo il gol di Sorge e quindi il successo del Trani sia pure striminzito e fortunoso ha potuto trovare ampi motivi di consenso da parte degli addetti ai lavori. Oggi, forse, l'assenza di Cantarelli può aver creato la psicosi del vuoto al centro dell'area e quindi i laterali si sono dimostrati molto ritrosi a qualsiasi dimostrazione offensiva, per di più le stesse mezze ali sono sembrate eccessivamente preoccupate di coprire la zona della tre quarti nella propria metà campo. Senza pressanti marcature gli interni tranesi hanno letteralmente dominato la zona centrale, abilmente appoggiati da Favaron e Comola. Si è visto, d'altro canto, che quando il Brindisi, per effetto più che altro di atteggiamenti rabbiosi che per puro raziocinio, si è spinto più in là, il Trani ha accusato il peso di una superiorità tecnica innegabile ma allora sono state le punte a mancare completamente al loro preciso dovere. Bene ha fatto Vinicio a sostituire un lentissimo Lombardo (indimenticato ex, uno degli principali artefici della salvezza del primo anno in Serie B del Trani) con un Renna più deciso e soprattutto più portato alla rifinizione dell’ultimo passaggio, quello che mette in. O dizioni l’attaccante di battere a rete. Il Brindisi, infatti, negli ultimi venti minuti si è piazzato nella metà campo avversaria ed ha creato più d'una azione da gol. Ma anche in questi frangenti Tomy, Cremaschi e Girol, elementi altrimenti implacabili, oggi sembravano davvero smarriti. Nel Trani, questo forse il segreto, non ci sono prim'attori e tutti giocano per la squadra. I personalismi, sono messi da parte a beneficio del gioco corale, tant’è vero che abbiamo visto giocare così gente come Somma e Baffi, notoriamente tendenti all’assolo.
Quindi una grossa realtà il Trani, che come detto in precedenza ora è sola in testa alla classifica e non nasconde la possibilità di ripetere l’exploit del vittorioso campionato 1963/1964, quello della promozione in Serie B. La gara è stata appassionante e vibrante, proprio perché a segnare per primo è stata la squadra meno favorita dal pronostico e le ostilità successive, sempre condotte sul piano del più corretto agonismo, hanno consentito al pubblico di godersi uno spettacolo avvincente. Il primo quarto d’ora è del Brindisi: al 10’ Lombardo tira improvvisamente da venticinque metri sotto la traversa, ma Paticchio devia in angolo; batte il corner la stessa mezz'ala, il portiere tranese esce a vuoto, ma Girol manca l'intervento decisivo. Due minuti dopo punizione calciata da La Palma verso Tomy, apertura per Cremaschi ma Paticchio si tuffa sui piedi dell’ala. Al 15’ un corto rinvio di Rosati consente a Tomy di tirare da distanza ravvicinata ma l’attaccante colpisce male ed il tiro risulta debole e fiacco. Al 17’ il gol: punizione battuta da Rosati e palla a spiovere in area: esce De Rossi, mentre saltano Fiorini e Chimenti; il portiere manca l’impatto con la sfera ma in compenso colpisce la testa di Fiorini il cui contraccolpo consente alla palla di finire sui piedi di Sorge, appostato a cinque metri dal limite dell'area: tiro a mezz'altezza e Bellan che è sulla linea di porta sfiora la sfera, ma non riesce ad impedire che la stessa termini in rete. Al 25’ un colpo di testa di Chimenti sfiora il palo; al 33’ un tiro dalla lunga distanza di Castelletti viene parato a terra da Paticchio; al 43’ grossa occasione per il Trani: rimessa di Comola per Chimenti che effettua un diabolico pallonetto che supera De
Rossi, fuori dai pali, ma sfiora il montante e termina sul fondo. Inizia bene il Brindisi nella ripresa. Al 5’ Cremaschi gira pericolosamente in porta un cross di Renna ma Paticchio
respinge con un piede; al 7’ Giannattasio libera Cremaschi sulla corsa, il quale tira violentemente, ma Paticchio para in tuffo. Risponde il Trani all'11’ con Somma che conclude alto dopo essere stato ottimamente servito da Rosati. Al 23' scambio Sensibile-Renna e palla in area per Girol anticipato però dall’implacabile Rosati. Al 26’ Renna calcia una punizione dal limite minore dell’area sul versante opposto; interviene Castelletti al volo ma calcia sull’esterno della rete. La migliore occasione per il Brindisi al 31’: punizione battuta da Castelletti quasi all’altezza della bandierina, Pignataro libera la propria area di rigore, riprende Giannattasio che tira tra una selva di gambe, ma Paticchio, affidandosi molto al proprio istinto, si tuffa e para. Insiste il Brindisi e crea altre occasioni, ma tutte mancano della zampata vincente per avere la meglio sulla concentrata difesa tranese. Al fischio di chiusura dell'ottimo Giosuè Stagnoli, tranesi in festa e brindisini che non possono fare altro che recitare il mea culpa.
Carlo Del Negro


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