In Italia circa il 30% degli adolescenti soffre di un disturbo psichiatrico; a livello globale, secondo Oms e Unicef, tra il 10% e il 20% di bambini e ragazzi presenta problemi neuropsichici, e metà delle patologie esordisce prima dei 14 anni. Un adolescente su sette vive un disturbo mentale, con depressione, ansia e disturbi comportamentali che rappresentano il 40% dei casi. Il suicidio è tra le principali cause di morte tra i 15 e i 19 anni. Tra il 2018 e il 2022 ansia e depressione sono aumentate del 20% in Europa, aggravate dalla pandemia.
Di questi temi si è discusso nella Biblioteca comunale di Trani, durante un incontro promosso dal Club per l’Unesco. L’obiettivo: unire competenze di psichiatria, giustizia minorile e scuola per individuare strategie comuni.
Lo psichiatra Alessandro Bertolino ha evidenziato l’origine multifattoriale dei disturbi, combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali, tra cui l’uso di sostanze, in particolare la cannabis, che può aggravare la vulnerabilità. Ha ribadito l’importanza di diagnosi precoce, terapie combinate e lotta allo stigma.
Il giudice minorile Edgardo Bisceglia ha sottolineato la crescente fragilità emotiva dei giovani e la necessità di una prevenzione fatta sul territorio da educatori e professionisti. Ha ricordato l’efficacia della “messa alla prova” come strumento educativo più che punitivo.
Il dirigente scolastico Nicola Valente ha infine rimarcato il ruolo centrale della scuola nell’accompagnare gli studenti, attraverso mentoring, supporto psicologico e attività rivolte anche alle famiglie, per formare cittadini più consapevoli e resilienti.
