L’aggiudicazione della concessione ventennale della darsena comunale desta profonde perplessità, soprattutto alla luce della normativa vigente che vieta in modo inequivocabile il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime in assenza di un Piano Regolatore Portuale. Nonostante ciò, l’Amministrazione ha deciso di procedere comunque, assumendosi la responsabilità di una scelta che inciderà significativamente sul futuro della città e sul corretto utilizzo dei beni pubblici.
Se ci fosse stata una chiara volontà politica, sarebbe stato possibile intercettare fondi Pnrr e mantenere la gestione diretta della darsena. La norma, infatti, è esplicita: eventuali difformità presenti nel Bando di Gara, laddove finalizzate alla rifunzionalizzazione e riqualificazione delle aree portuali prive di un Piano Regolatore del Porto approvato, possono essere tollerate solo in caso di affidamenti di breve durata, fino a un massimo di quattro anni. Tale limite è concepito proprio per consentire la redazione del Piano Regolatore Portuale e restituire all’area la dignità e il valore che merita, in coerenza con il ruolo che il porto può e deve ricoprire per la città e per lo sviluppo di nuovi spazi oggi ancora inespressi.
Di fronte a questa decisione, non possono che emergere la superficialità e il menefreghismo di chi amministra il nostro patrimonio pubblico. E a volte, viene da pensare, forse anche il fatto che chi prende queste decisioni non è tranese nel cuore.
Maria Grazia Cinquepalmi (Trani 2026)
