La Città di Trani ha approvato un atto congiunto di interpretazione con la società Parco del ricordo, concessionaria del cimitero comunale, per chiarire definitivamente che il contratto di project financing per l’ampliamento e la gestione non prevede esclusive su lapidi e arredi funebri in favore del concessionario.
La necessità di questo chiarimento è sorta a seguito di un ricorso al TAR Puglia e di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) presentati dall’impresa Di Gifico Marmi, che paventava una presunta posizione di monopolio della concessionaria su alcuni servizi commerciali.
L’atto interpretativo stabilisce in modo concordato che:
- Il contratto non prevede un’esclusiva per la fornitura di arredi funebri e fiori in favore di Parco del ricordo.
- La società concessionaria non può esercitare attività commerciali dirette o indirette all’interno e all’esterno del cimitero.
- Gli utenti mantengono la piena libertà di rivolgersi a qualsiasi operatore economico autorizzato per la fornitura di lapidi e arredi funebri.
L’unica eccezione è legata alla costruzione di nuovi loculi: la fornitura della lastra tombale di chiusura spetta inizialmente al concessionario per ragioni di «igienico-sanitarie, di sicurezza ed estetiche», ma l’utente ha facoltà di sostituirla in seguito, purché rispettando i canoni estetico-progettuali.
Il Comune ha inoltre specificato che rientra tra gli obblighi della concessionaria il servizio di assistenza e vigilanza, con una «pertinente previsione tariffaria», sulle attività svolte dagli operatori scelti liberamente dall’utenza (come montaggio e manutenzione di cappelle private), giustificato dalla responsabilità del concessionario per la sicurezza e la salute pubblica.
Il documento chiarisce anche che l’AGCM aveva già archiviato la segnalazione, rilevando che «il contratto di servizio non contempla i servizi a mercato segnalati». L’approvazione di questo atto mira a definire il contenzioso pendente al TAR e a prevenire «possibili future contestazioni da parte di terzi».
