In vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, Irene Cornacchia, candidata nella lista «Per la Puglia» a sostegno di Antonio Decaro, lancia un appello al voto incentrato su rinnovamento, sanità e formazione per i giovani.
«LA MIA È UNA CANDIDATURA DI RIBELLIONE»
Cornacchia definisce la sua candidatura come un atto di «ribellione verso un modo di fare che, secondo me, ormai all'interno della politica ha stancato». L'obiettivo è portare trasparenza e coerenza, affinché «alle parole poi devono seguire i fatti».
La lista «Per la Puglia» non si presenta come un partito tradizionale, ma come un movimento che vuole «creare una famiglia politica» che lavori in sinergia, battendo il territorio e migliorando il futuro. Cornacchia sottolinea come il destino delle nuove generazioni dipenda dal presente: «Il futuro che non è dei giovani, come abitualmente noi diciamo. È vero, loro saranno il nostro futuro, ma il loro futuro dipende dal nostro presente».
I PUNTI CHIAVE: SANITÀ E TURISMO
La consigliera comunale di Trani, impegnata su molti fronti, identifica due temi cruciali per il lavoro in Regione.
- Sanità. È necessario migliorare i servizi sanitari, ma soprattutto «cambiare un po' un concetto: noi non dobbiamo curare la malattia, noi dobbiamo curare il malato, il malato con tutti i membri familiari che gli stanno intorno». Questo approccio è esteso al supporto ai fragili e alle tante disabilità, tramite prevenzione e cura per il malato e la sua famiglia.
- Turismo e formazione. Riconoscendo la crescita turistica della Puglia, Cornacchia propone di «aprire dei ponti» con il Sud America, l'Oriente e il resto del mondo, ma per farlo è essenziale investire su infrastrutture e formazione specialistica. L'obiettivo è potenziare istituti come gli Its, che forniscono una preparazione specifica a metà tra scuola superiore e università, preparando i giovani a gestire i flussi turistici in crescita.
IL «MALE» DELL'ASTENSIONISMO
Riguardo al coinvolgimento giovanile, Cornacchia riconosce che i giovani sono «stanchi» e vedono nella politica una «scarsa capacità di aggregazione». La soluzione è semplice: «dobbiamo stare con loro, dobbiamo parlare la loro lingua, dobbiamo ascoltarli».
L'appello finale è un invito forte al voto: «Io invito tutti il 23 e il 24 ad andare a votare, ma indipendentemente dalla scelta che farete in quella cabina elettorale vorrei sottolineare questo. È lì che ognuno di noi ha una grossa responsabilità».
Il vero «male» da scardinare è l'astensionismo, perché «significa rafforzare chi è già in posizione di potere e quindi permettere a coloro di avere un peso maggiore. Noi invece andando a votare parteciperemo proprio a cambiare e a ridurre le forze emergenti che già ci sono».
Cornacchia conclude invitando tutti a «scendere in prima linea» e a scegliere «in tutta coscienza» e «con responsabilità» il futuro della Regione.
