Care amiche e cari amici,
in questi giorni, dopo una corsa breve ma coraggiosa verso il Consiglio Regionale, sento soprattutto il bisogno di dirvi grazie.
Un grazie che viene dal profondo, perché ciò che abbiamo vissuto insieme è stato molto più di una semplice campagna elettorale.
Questa candidatura non è nata per convenienza, né per calcolo, ma come un atto di libertà: una scelta di ribellione verso decisioni calate dall’alto e verso logiche di partito che non lasciavano spazio all’autenticità, al merito e alla voce del territorio. Ho deciso di metterci la faccia proprio per questo, anche sapendo che il tempo a disposizione era poco e che la strada sarebbe stata in salita. È stata una scelta forte, forse rischiosa, ma necessaria. Una scelta di cuore, prima che di strategia.
Abbiamo avuto poco tempo, è vero. E il risultato finale non ci premia numericamente.
Ma quello che abbiamo costruito ha valore.
Lo ha ogni stretta di mano, ogni messaggio ricevuto, ogni parola di incoraggiamento, ogni persona che ha riconosciuto nella mia candidatura un gesto di dignità, di libertà e di autenticità.
A chi mi ha sostenuto, a chi mi ha votato, a chi ha camminato un pezzo di strada con me, dico: non avete sostenuto solo un nome, ma un’idea. L’idea che si possa ancora scegliere di essere sé stessi, anche quando è più semplice obbedire. L’idea che la politica possa essere fatta guardando le persone negli occhi, non seguendo ordini o convenienze.
Per questo, il vostro sostegno vale più di qualsiasi risultato.
E per questo, non mi fermerò. Continuerò a difendere le nostre battaglie, a dare voce al territorio, a camminare a testa alta, con la stessa coerenza che mi ha portato a candidarmi.
Non è una sconfitta: è un seme.
E i semi, lo sappiamo, col tempo trovano sempre la forza di germogliare.
Nel frattempo auguro ai consiglieri eletti un buon lavoro.
Con gratitudine e con tutto il cuore.
Irene Cornacchia
