La Sala di Comunità «San Luigi» ha ospitato l’incontro conclusivo del progetto «Mica scemi», promosso da Auser e Comune di Trani per informare i cittadini, in particolare gli anziani, sul fenomeno delle truffe e sugli strumenti utili a prevenirle. A coordinare l’appuntamento è stata, come sempre, la referente del progetto Francesca Carbone.
«Siamo giunti all’ultimo incontro di questo percorso – ha esordito l’avvocato Carbone – e spero che le informazioni ricevute possano esservi utili anche in futuro». All’incontro sono intervenuti il maggiore della Polizia Locale Nicola Covelli, già protagonista del primo appuntamento del ciclo, e l’assessore alla Polizia Locale Cecilia Di Lernia.
Covelli ha ringraziato Comune e Auser per aver sostenuto «una campagna di sensibilizzazione riuscita molto bene», sottolineando la gravità del fenomeno delle truffe agli anziani: «A livello nazionale le denunce sono migliaia, in Puglia poco più di 400, ma il numero è solo apparentemente basso perché molte vittime provano vergogna o paura nel denunciare». Il maggiore ha raccontato alcuni episodi accaduti a novembre tra Andria e Trani, evidenziando l’urgenza di superare il binomio «truffa–vergogna» e l’importanza della prudenza: «La prima difesa è la cautela. Non aprite agli sconosciuti, non firmate nulla, non consegnate denaro, verificate sempre e chiamate il 112».
Il maggiore ha poi illustrato le principali tipologie di truffe porta a porta: finti tecnici che chiedono acconti immediati, falsi sondaggi per raccogliere dati sensibili, pseudo ispezioni di enti pubblici, offerte di beneficenza usate per manipolare emotivamente le vittime. «Quando la proposta è troppo bella per essere vera – ha ricordato – vuol dire che non è vera». Covelli ha invitato a creare «una rete di sicurezza sociale» composta da familiari, vicini, parrocchie, associazioni e forze dell’ordine: «Non abbiate paura di denunciare. Solo così possiamo aiutarvi».
A concludere è stata l’assessore Di Lernia, che ha portato i saluti dell’amministrazione: «Il timore non riguarda solo gli anziani, ma tutti noi». Ha raccontato un episodio recente legato al censimento comunale, utile per evidenziare quanto sia ormai diffusa la diffidenza, anche tra persone giovani. «I nostri anziani sono sempre più autonomi, vivono spesso da soli e questi raggiri possono creare chiusura e paura. Anche i rimproveri dei familiari rischiano di peggiorare le cose». Di Lernia ha sottolineato il ruolo decisivo dell’informazione: «Conoscere il problema aiuta ad affrontarlo. Può capitare a chiunque: la prudenza non basta mai».
L’incontro si è chiuso con un ringraziamento ai presenti e con l’invito a diffondere quanto appreso, «affinché nessuno resti solo di fronte ai truffatori».
