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Scrutatori Regionali, un quinto dei sorteggiati ha rinunciato. Presidenti ancora peggio: quasi la metà

Non sono mancati i problemi per sostituire i rinunciatari alle ultime elezioni regionali. Paradossalmente, l’emergenza è scoppiata proprio tra i presidenti di seggio: su 56 nominati, poco meno della metà - 25 - ha rinunciato, costringendo l’Ufficio elettorale di Trani a una corsa contro il tempo per trovare sostituti disponibili fino all’ultimo giorno utile.

Una situazione che lascia intendere come l’incarico di presidente venga percepito da molti più come un peso che un servizio alla comunità. A scoraggiare i nominati sarebbero sia la complessità della procedura di scrutinio, sia il compenso ritenuto troppo basso: 172,50 euro.

In questo contesto non dovrebbe stupire, quindi, se nei seggi si continuino a vedere sempre gli stessi volti: la Corte d’Appello, infatti, scarta rapidamente chi rinuncia, preferendo incaricare del compito persone affidabili, sulle quali non incombano rischi di ulteriori contrattempi.

Discorso simile per gli scrutatori. Dei cinquanta sorteggiati, dieci hanno rinunciato e due non si sono nemmeno presentati. Le sostituzioni sono state effettuate quasi tutte all’ultimo minuto. Per i due assenti ingiustificati, sono stati i presidenti di seggio a provvedere, chiamando cittadini presenti nelle vicinanze che fossero elettori del Comune di Trani.

Il meccanismo del sorteggio, pur essendo il più democratico, si rivela dunque vulnerabile alle assenze improvvise, con pesanti ricadute sull’Ufficio elettorale e sui messi notificatori costretti a correre da un capo all’altro della città. Il nuovo regolamento, che si auspica venga approvato, dovrà prevedere procedure rigorose per le sostituzioni e modalità che garantiscano la reale disponibilità degli aspiranti scrutatori.

Alla luce di queste difficoltà, la designazione diretta non può essere liquidata come semplice lottizzazione politica. Nella maggior parte dei casi riguarda persone che hanno già svolto questo compito con competenza, diventando un supporto e non un ostacolo per il corretto funzionamento del seggio. Non è un caso che soltanto poche sezioni, due lunedì fa, abbiano chiuso le operazioni in tarda serata.


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