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Calcio storico, 6 dicembre: Lamia Caputo para rigore e «rovina» la festa dei baresi

Accadde oggi: 6 dicembre 1964
Campionato 1964/1965 Serie B
BARI-TRANI 0-0
Arbitro: Fulvio Pieroni di Roma
Note: giornata fredda ma soleggiata; terreno in perfette condizioni; spettatori 25.000 circa; al 27’ del p.t. Catalano ha fallito un calcio di rigore; calci d’angolo 6-1 per il Bari.
BARI: Mezzi, Baccari, Panara; Bovari, Magnaghi, Carrano; Taiano, Catalano, Porro, Fernando Puglia, Cicogna
All. Francesco Capocasale e Onofrio Fusco
TRANI: Lamia Caputo, Gerli, Galvanin; Pappalettera, Castagnino, Carradori; Barbato, Bitetto, Malavasi, Silva, Cosmano
All. Vincenzo Marsico (in panchina Roncarati)
Nel momento in cui Biagio Catalano ha fallito il bersaglio su calcio di rigore, le probabilità del Bari di aggiudicarsi la vittoria nel «derby» si sono ridotte drasticamente. La partita, anche se si era soltanto al 26' del primo tempo, aveva assunto la fisionomia classica degli incontri destinati a concludersi a reti inviolate. Il Trani, presentatosi allo Stadio della Vittoria nel giorno della festa di San Nicola con una formazione profondamente rinnovata rispetto a quella che sette giorni prima si era fatta battere sul proprio campo dal Verona, si era disposto molto saggiamente sotto il profilo tattico: aveva un battitore libero alle spalle dei terzini ed un mediano - Carradori - davanti allo stopper - pronto ad intervenire, in seconda battuta, su Catalano o sul brasiliano Fernando Puglia. Il Bari faceva fatica, e lo si notava chiaramente, a trovare un corridoio aperto verso la porta tranese. Per arrivare in zona di tiro avrebbe dovuto aggirare l'ostacolo, far viaggiare molto le ali sulle linee laterali, ma Taiano, a destra, mostrava una spaventosa insufficienza tecnico-atletica e Cicogna, a sinistra, manifestava una condizione di forma ancora approssimativa. Il calcio di rigore, se trasformato in gol, avrebbe rotto l'equilibrio del risultato e conseguentemente avrebbe costretto il Trani a rinunciare almeno ad uno dei due liberi (Carradori); il Bari avrebbe avuto maggiori possibilità di manovra a centrocampo e soprattutto avrebbe potuto giocare con maggiore tranquillità. Ed invece Catalano, fallendo il bersaglio, ha contribuito ad esaltare la già gagliarda prestazione dei tranesi e a narcotizzare la manovra dei baresi. Nel secondo tempo il Bari ha cercato subito il gol intuendo che, se non fosse riuscito a cogliere il successo nel primo quarto d'ora, ogni speranza di vittoria si sarebbe miseramente infranta contro la muraglia umana che il Trani avrebbe eretto davanti alla propria porta.
In questo quarto d'ora la prima linea biancorossa ha realizzato le cose migliori costruendosi due palle gol e mettendo sovente in crisi il pacchetto difensivo del Trani. Ma non ha avuto fortuna, perché in una occasione la traversa ha ribattuto un gran tiro di Catalano. Il risultato è, comunque, giusto, Il Trani, d'accordo, è stato anche fortunato, ma non si può negare che si sia battuto con vigore atletico e intelligenza tattica. Il Bari, vero anche questo, lo ha largamente dominato sviluppando una enorme quantità di gioco rivelatasi alquanto sterile.
Carlo Del Negro
Galleria fotografica a cura di VITO DE LUCIA


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