Il tranese Michele Balducci e la sua compagna, Camilla Gallo, si sono classificati al secondo posto nel concorso nazionale «UniPerDonare», un’iniziativa promossa da Sapienza Università di Roma, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e il Ministero della Salute.
Il concorso si è incentrato sulla sensibilizzazione e il coinvolgimento degli studenti nella donazione volontaria di sangue. Questo riconoscimento non è solo una soddisfazione professionale per Michele Balducci, ma ha un forte valore personale per lui, in quanto, come «ricevitore di trasfusioni», non potendo donare per la sua storia clinica, «dare qualcosa indietro alle persone che mi hanno dato la possibilità oggi di essere qui è il regalo più grande».
La campagna di sensibilizzazione ha visto la partecipazione di ottantacinque candidati a livello nazionale ed è stata fortemente voluta dall’Avis, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue. L’ottimo risultato conseguito da Michele e Camilla ha meritato un’attenzione particolare, con la volontà di valorizzare il nome di Trani in un contesto di grande rilevanza sociale.
La campagna di comunicazione sviluppata da Michele Balducci e Camilla Gallo consiste in un progetto transmediale, cioè basato e sviluppato sull’utilizzo di più canali. L’elemento centrale dell’iniziativa è l’utilizzo di un espediente digitale ludico: la simulazione di una popolare «app di dating», le famose app di incontri.
«Il match sentimentale viene sostituito da un match basato sulla compatibilità sanguigna», spiega Balducci. L'obiettivo è avvicinare i ragazzi, abituati all’utilizzo di queste piattaforme, al tema della donazione. L'interazione si sviluppa con degli «Avatar fittizi» che vestono i panni dei vari gruppi sanguigni.
L’utente interagisce con questi Avatar per verificare se è compatibile con ciascuno dei gruppi sanguigni. Se c’è compatibilità, l’app conferma che si può effettuare la donazione; in caso contrario, lo segnala, informando l’utente sui suoi gruppi sanguigni compatibili.
L’applicazione non si ferma all'aspetto ludico, ma fornisce anche una mappa dei principali centri di donazione sparsi sul territorio di afferenza. In questo senso, l’espediente ludico si associa a un intento strettamente divulgativo e informativo per avvicinare i ragazzi alla donazione di sangue, un tema quanto mai importante che «riguarda la vita di ognuno di noi».
