Al Gaber Club di Trani si è svolta una serata di grande intensità dedicata al Canto Lirico Italiano, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’evento, realizzato con il sostegno dell’Unesco Trani, ha registrato un entusiasmo straordinario, con un pubblico attento e partecipe che ha accolto ogni brano con calore.
La serata è nata da un’idea di Elisabetta Nugnes, che ha proposto il progetto con passione e visione.
La direttrice artistica del Gaber Club, Chicca Dadduzio, lo ha accolto subito con entusiasmo, trasformandolo in un appuntamento capace di unire musica, cultura e comunità.
Fondamentale anche il sostegno della Presidente dell’Unesco di Trani, Savi Di Lernia, che ha creduto sin dall’inizio nel valore dell’iniziativa e ne ha favorito la realizzazione.
Il concerto ha proposto un viaggio attraverso alcune tra le pagine più amate della lirica: da Donizetti con “Benedette queste carte” (L’elisir d’amore) a Puccini con “Sì, mi chiamano Mimì” e “O mio babbino caro”, fino alla celebre Habanera di Bizet e al Brindisi di Verdi. Non sono mancati Rossini con La Calunnia, e Mozart con Non più andrai, Là ci darem la mano e Le Nozze di Figaro.
A queste si sono affiancate alcune delle più amate canzoni napoletane (I’ te vurria vasà, Torna a Surriento, Non ti scordar di me), insieme a brani simbolo della tradizione italiana come Parlami d’amore Mariù, Funiculì Funiculà, ’O sole mio e Mamma.
La serata ha trovato un momento particolarmente suggestivo nel medley di canti natalizi – Adeste Fideles, Astro del Ciel, White Christmas, Tu scendi dalle stelle – che ha creato un’atmosfera intima, raccolta e luminosa.
A rendere possibile tutto ciò sono stati il soprano Irina Gorbatenko, il baritono Antonio Stragapede e la pianista Adriana De Serio, interpreti di grande sensibilità, capaci di guidare il pubblico in un percorso musicale ricco di emozione e bellezza.
La serata si è conclusa con un momento di convivialità molto sentito, segno dello spirito con cui il Gaber Club porta avanti il suo lavoro: creare incontri, relazioni, cultura e aggregazione in una città che, pur non avendo ancora teatri o cinema, custodisce realtà capaci di dare respiro, luce e vita alla comunità.









