Pochi se ne sono accorti, ma parco Petrarota è di fatto parzialmente riaperto, anche se in modo del tutto informale e non controllato. L’abbattimento di una porzione della rete stirata e la rimozione dell’orsogril che chiudeva la porticina laterale su via De Robertis consentono oggi a chiunque di accedere all’area verde.
Un ingresso che, però, rende chi entra completamente invisibile dall’esterno, poiché l’accesso opposto, quello su via Paolo David Di Martino, resta chiuso.
Il risultato è una situazione di evidente criticità: erba altissima, assenza di vigilanza e un’area che rischia di diventare rifugio per nullafacenti o malintenzionati.
Lo stallo è legato ai lavori preliminari allo spostamento dei sottoservizi in vista della soppressione del passaggio a livello, fermi ormai da tempo. Come è noto, Rete ferroviaria italiana non è ancora riuscita a superare le prescrizioni della Soprintendenza, legate alla tutela degli alberi e della vegetazione presenti all’interno del giardino. Una situazione che, paradossalmente, consente ancora il transito pedonale sul passaggio a livello, ma impedisce l’attraversamento di un parco di fatto inutilizzato.
Alla luce di questo scenario, sarebbe opportuno che il sindaco, Amedeo Bottaro solleciti Rfi a una riapertura temporanea e regolamentata di parco Petrarota, accompagnata da una necessaria bonifica e manutenzione, visto lo stato ormai critico di incuria in cui versa l’area.
D’altra parte, il protrarsi dei ritardi rafforza anche la bontà della scelta compiuta in passato dal primo cittadino, che ottenne da Rfi di non chiudere il passaggio a livello ai pedoni fino all’avvio effettivo del cantiere: abbiamo già guadagnato tre mesi e mezzo, e scusate se è poco.
L’auspicio è che l’amministrazione comunale sfrutti questo ulteriore slittamento dei tempi per anticipare Rfi con il prolungamento del sottopasso della stazione verso via del Ponte Romano. I lavori nell’area retrostante la stazione procedono a un ritmo discretamente sostenuto, ma l’attenzione è tutta rivolta allo sfondamento del diaframma tra il secondo e il terzo binario, passaggio chiave per rendere utilizzabili i sottopassi come reale alternativa al passaggio a livello, destinato prima o poi a essere definitivamente chiuso. Nel frattempo, parco Petrarotta e Villa Bini continuano a chiedere attenzione e interventi concreti, affinché un’area strategica della città non resti ostaggio di ritardi e abbandono.


