È andata in frantumi la targa toponomastica di via Nicola Vischi, strada parallela a piazza Longobardi, crollata dopo le forti sollecitazioni provocate dai botti esplosi per ore nella giornata di ieri. Le prime esplosioni sarebbero iniziate intorno alle 18, in concomitanza con un assembramento di giovani nella vicina piazza Tomaselli, per poi protrarsi fino alle 2 di notte.
La lastra in pietra di Trani, già visibilmente deteriorata e con ancoraggi compromessi dal tempo, non ha retto alle vibrazioni ed è precipitata al suolo, andando distrutta. Un episodio che segna l’ennesima perdita di un elemento della memoria cittadina, consumatasi nell’indifferenza generale e, con ogni probabilità, in assenza di controlli adeguati.
Via Nicola Vischi porta il nome di una figura di primo piano della storia locale: uno dei più illustri avvocati penalisti che Trani abbia conosciuto, appartenente a un’antica e nobile famiglia stabilitasi in Italia fin dal 930. A lui è dedicata anche una delle due epigrafi presenti nell’androne di Palazzo Vischi, edificio che ospitò la biblioteca comunale e che conserva ancora oggi il nome del giurista.
La distruzione della targa rappresenta dunque non solo un danno materiale, ma anche un ulteriore impoverimento simbolico del patrimonio storico e identitario della città.


