Trani piange la scomparsa di Gennaro Palmieri, storica figura dell’impegno civile e della lotta alla disabilità. Avrebbe compiuto 73 anni il prossimo 20 gennaio, ma alcune complicazioni legate a problemi di salute lo hanno portato via improvvisamente.
Fondatore nel 1986 dell’Associazione Operatori Emergenza Radio (OER) di Trani, Palmieri è stato anche socio fondatore e presidente, dal 2005, dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) di Trani, oltre che delegato Telethon sul territorio.
Per decenni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, contribuendo alla realizzazione di numerosi interventi concreti: oltre 300 scivoli cittadini, il percorso accessibile da Lido Colonna al Monastero, i progetti “Un Vigile in carrozzina”, la collaborazione alla stesura del Regolamento di Polizia Locale e le sollecitazioni per rendere accessibile la Cattedrale di Trani.
Dipendente comunale in quiescenza, Palmieri ha messo gratuitamente le proprie competenze a disposizione delle diverse amministrazioni che si sono succedute, collaborando con sindaci, assessori e dirigenti come “tecnico esterno” per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità.
Dal 2017 al 2023 è stato promotore e componente dell’Osservatorio Comunale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche (OCABA). Nel 2011 l’amministrazione Tarantini gli conferì l’onorificenza “Ordinamenta Maris”, riconoscimento riservato a chi onora la città di Trani con la propria opera.
A ricordarlo è il nipote Raffaele, che sottolinea come Gennaro Palmieri sia stato prima di tutto un uomo generoso, un volontario instancabile, un punto di riferimento umano e civile per l’intera comunità. Sempre presente, riconoscibile nella sua carrozzina elettrica, attento ai problemi degli altri e mai disposto ad arrendersi, ha trasformato la malattia in una forza motrice di impegno e solidarietà.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella famiglia e nella città. Dalla famiglia arriva anche l’appello affinché Trani possa ricordarlo in modo duraturo, magari dedicandogli uno spazio pubblico, simbolo di quello sguardo “oltre le barriere” che ha guidato tutta la sua vita.
