Trani si è svegliata a capodanno anche con una novità amara per chi è abituato a fare il pieno di gasolio. Quello che per decenni è stato considerato un tabù economico per milioni di automobilisti italiani è diventato realtà nelle prime ore del 2026. Infatti anche nella nostra città, in diversi punti vendita, i display digitali hanno mostrato uno storico sorpasso: il prezzo del diesel ha superato quello della benzina. Si tratta di una differenza sottile, in alcuni casi di pochi centesimi, che però sancisce ufficialmente la fine di un'epoca.
Questa rivoluzione non è frutto di improvvise dinamiche di mercato, ma della decisione di riallineare le accise introdotta con la nuova Legge di Bilancio. Dal primo gennaio, infatti, la tassazione sulla benzina è scesa di circa quattro centesimi, mentre quella sul gasolio è aumentata della stessa misura. La strategia punta a eliminare i sussidi considerati ambientalmente dannosi, portando il carico fiscale dei due carburanti allo stesso livello. Se si aggiunge l'impatto dell'Iva, il rincaro effettivo per chi possiede un'auto a gasolio si traduce in una spesa che sfiora i cinque centesimi in più per ogni litro erogato.
Facendo un giro tra i distributori cittadini, da via Barletta fino all'uscita per via Corato, la tendenza appare inequivocabile. Se fino a pochi giorni fa il diesel manteneva un vantaggio competitivo, adesso la situazione si è ribaltata. Per i tanti pendolari che ogni giorno percorrono la Statale 16 bis verso Bari o Foggia, la notizia si traduce in un aggravio che le associazioni dei consumatori stimano tra i sessanta e gli ottanta euro l'anno.
Il cambiamento è psicologico prima ancora che economico. Il diesel, un tempo scelta obbligata per chi cercava il risparmio sui lunghi tragitti, perde oggi il suo ultimo baluardo di convenienza fiscale.
Mentre chi viaggia a benzina può sorridere per un leggero calo, la preoccupazione generale riguarda l'effetto domino che l'aumento del gasolio potrebbe scatenare. Poiché la grande distribuzione e il trasporto delle merci viaggiano quasi esclusivamente su gomma pesante, il rischio concreto è che questo balzello si rifletta presto sui prezzi dei beni di prima necessità sugli scaffali dei nostri supermercati, nonché su viaggi in bus pubblici o pullman turistici.


