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Musica come ponte culturale: successo per il «Gran concerto d’inizio anno» al Polo museale di Trani

Con l’undicesima edizione di «Sere d’Incanto», ospitata questo sabato negli spazi del Polo Museale di Trani, il Gran Concerto d’Inizio anno si conferma non soltanto come appuntamento musicale di prestigio, ma come autentico rito culturale capace di definire l’identità artistica e simbolica della città.

La serata si è affermata come un momento in cui la musica ha espresso pienamente il suo valore di linguaggio universale di unione e condivisione tra i popoli e la comunità cittadina. L’iniziativa, curata dalla Fondazione S.E.C.A., ha ribadito una visione della musica intesa come strumento di dialogo, coesione e partecipazione collettiva. Prima dell’inizio del concerto, il direttore del Polo Museale, Graziano Urbano, introdotto dalla giornalista Floriana Tolve, ha presentato un bilancio delle attività della Fondazione nel 2025, l’anno appena concluso ricco di «straordinari successi». Urbano ha inoltre anticipato alcune delle principali novità in programma per il 2026, destinate ad arricchire ulteriormente la bellezza del Polo Museale e il suo patrimonio culturale.

Sotto la guida attenta del M° Michele Lorusso, l’Ensemble Accademia Musicale Federiciana ha presentato un programma concepito con raffinata consapevolezza curatoriale e pluralità di stili. La scelta di articolare il concerto in sezioni tematiche ha consentito un ascolto stratificato, capace di valorizzare tanto la dimensione storica quanto quella emotiva delle opere eseguite. L’apertura, affidata a brani di respiro internazionale spaziando da Piazzolla a Shostakovich, ha definito fin da subito un clima di intensa espressività e raccoglimento. L’Ave Maria di Astor Piazzolla ha offerto una lettura misurata ed elegante. Il brano, un omaggio al grande compositore italo-argentino di origini tranesi, sottolineando la sua raffinata sensibilità musicale. La sezione centrale, dedicata ai valzer di Johann Strauss, ha mostrato con raffinatezza la loro leggerezza e l’energia ritmica. L’orchestra ha mantenuto chiarezza e precisione, dimostrando come la tradizione possa essere interpretata con rigore anche in un organico più ridotto.

Nel programma, le musiche di Nino Rota ed Ennio Morricone hanno rappresentato un momento di intensa espressività della serata. L’ensemble ha saputo conferire alle colonne sonore una dimensione capace di comunicare emozione anche lontano dall’immagine cinematografica, creando un forte impatto emotivo e suggestione sonora. La voce potente dell’artista bielorussa Alina Sivitskaya ha incantato la numerosa platea, regalando tutta la forza, la sensibilità e la bellezza che solo la musica dal vivo sa trasmettere.

Il concerto ha inoltre saputo distinguersi per la cura della dimensione collettiva e umana. Gli interventi introduttivi e conclusivi hanno richiamato con forza il valore etico della musica come linguaggio universale, capace di superare confini geopolitici e culturali.
Un richiamo necessario, mai retorico, che restituisce all’arte una responsabilità civile.

Il M° Michele Lorusso, durante il Gran Concerto, ha voluto sottolineare il valore umano della musica, ricordando come dietro ogni strumento ci siano persone e storie: «La musica non è solo ciò che ascoltiamo, è ciò che viviamo. Senza la dimensione umana, la musica perde la sua anima».

Ha poi evidenziato il carattere universale dell’arte musicale, capace di costruire ponti tra culture e diventare strumento di pace e dialogo. «Ricordo con emozione un concerto realizzato con musicisti italiani, russi e bielorussi, tra cui Alina, originaria della Bielorussia, e Temur, un momento in cui la musica ha unito popoli diversi, dimostrando quanto la dimensione umana sia più importante di ogni nota».

Il maestro ha concluso rivolgendosi al pubblico: «Grazie a tutti voi per condividere questa esperienza: ascoltare, partecipare, sentire insieme. Questo è il vero cuore della musica».

Infine, ha voluto ringraziare in maniera speciale il Cav. Natale Pagano e sua moglie Isabella Ciccolella, «Persone di rara sensibilità», e tutto il personale del museo e i collaboratori, «Professionisti eccellenti, ma soprattutto esseri umani straordinari».

Il tradizionale brindisi augurale ha infine suggellato la serata, trasformando il concerto in un gesto simbolico di appartenenza e continuità. Con questa undicesima edizione, Sere d’Incanto si afferma come una delle rassegne più significative del panorama musicale pugliese, capace di coniugare rigore artistico, progettualità culturale e profonda consapevolezza del proprio ruolo sociale.
In un tempo segnato da fragilità e discontinuità, il Gran Concerto d’Inizio Anno di Trani si impone come esempio virtuoso di come la musica possa ancora essere, con autorevolezza e misura, un atto di bellezza condivisa e di pensiero critico.
E proprio in questa misura risiede la sua forza.


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