Un nuovo mutuo da 740mila euro si aggiunge ai conti del Comune di Trani per il progetto di riqualificazione dell'ex Distilleria Angelini. A sollevare la questione è l'avvocato Alessandro Moscateli, del movimento civico Articolo 97 - Liberi e Trasparenti, che insieme al direttivo dell'associazione ha analizzato le delibere comunali scoprendo quello che definisce «un altro regalo da 740mila euro per la Città di Trani, una bella botta».
La vicenda riguarda il progetto destinato a realizzare la cosiddetta seconda villa sul mare, nell'ambito dell'intervento di riqualificazione della ex Distilleria. Per procedere con i lavori, il Comune aveva necessità di espropriare alcune aree di proprietà privata, operazione avviata in virtù della dichiarata pubblica utilità, indifferibilità e urgenza del progetto, rientrante nel Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare - PINQuA costa Nord.
Tuttavia, nonostante l'amministrazione avesse proceduto all'occupazione dei suoli, la valutazione dell'indennità provvisoria di esproprio, determinata dai tecnici del Comune di Trani, è stata contestata dalla società proprietaria delle aree. Una contestazione che ha portato alla costituzione di un collegio peritale per la determinazione definitiva dell'indennità.
Il quadro economico dell'intervento prevedeva inizialmente lo stanziamento di fondi dal PNRR per 962mila euro e dal FOI per 192.400 euro. Gli oneri relativi alla procedura espropriativa, comprensivi delle indennità provvisorie, dovevano invece essere finanziati con fondi del bilancio comunale per 1 milione e 240mila euro, reperiti attraverso la contrazione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per un importo pari a 1 milione e 400mila euro, comprensivo delle spese accessorie.
Ma i conti sono cambiati. Nel quadro economico aggiornato di intervento, approvato con delibera di Giunta Comunale numero 134 del 15 dicembre 2025, l'ammontare dell'indennità di esproprio è passato da 1 milione e 240mila euro a 1 milione e 980mila euro. «Insomma, una ulteriore somma a carico del bilancio del Comune di Trani e non rientrante nel finanziamento del PNRR», sottolinea Moscateli.
Il legale del movimento civico non manca di evidenziare altri nodi irrisolti del progetto: «Per non parlare della realizzazione in corso di tre edifici da quattro piani con vista mare, vestiti da social housing misto a co-housing, e dalla intangibilità dei capannoni della ex distilleria per il vincolo imposto dalla Sovrintendenza, di cui non si conoscono ancora le sorti ed, infine, del rischio revisione prezzi».
La conclusione dell'avvocato Moscateli è amara: «Non c'è che dire, un'altra bella botta per la città di Trani».
