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Capodanno '67, Zurlini come Van Basten ma Trani ribalta Pescara: 2-1

Accadde oggi: 1 gennaio 1967
Campionato 1966/1967 Serie C
TRANI-PESCARA 2-1
Arbitro: Domenico Serafino di Roma
Reti: 23’ p.t. Zurlini 31’ p.t. Cavallito 35’ s.t. Palma
Note: cielo coperto; temperatura fredda; terreno pesante; spettatori circa cinquemila; calci d’angolo 7-2 per il Trani.
TRANI: Genero (dal 46’ Tuniz), Crivellenti, Galvanin; Rivellino, Varljen, Pignataro; Barbato, Brigo, Palma, Zurlini, Ciannameo
All. Federico Allasio
PESCARA: Lamia Caputo, De Marchi, Cressoni; Pinna, Misano, Macchia; Scali, Pagani, Guizzo, Frascoli, Cavallito
All. Sergio Cervato
Nel giorno di Capodanno il calendario mette di fronte il Trani ed il Pescara del figliol prodigo Mimmo Lamia Caputo in una sfida che farà da spartiacque per entrambe le compagini. Il Trani da questa probante vittoria trae linfa per una seconda parte di campionato meno tribolata rispetto ad inizio stagione, il Pescara vede drasticamente ridimensionate le sue ambizioni di primato. Trick track e mortaretti sia sugli spalti che in campo. I tifosi, in gradinata, danno fuoco alle polveri e si fanno sentire a suon di “zaverredde”; rispondono gli atleti in campo con azioni ficcanti e veloci altrettanto scoppiettanti. Baci ed abbracci con Mimmo Lamia Caputo prima della partita, poi, dopo il fischio d’inizio da parte dell’arbitro Domenico Serafino, ognun per sé, e per la propria strada. Il Trainer biancazzurro Federico Allasio opta per un Trani a trazione anteriore con il tridente Barbato-Palma-Ciannameo; Sergio Cervato allenatore del Pescara (che l’anno successivo allenerà proprio il Trani) adotta una tattica più prudente con due mediani, due punte, Guizzo e Cavallito, e tutti gli altri a ripiegare sotto il maglio della pressione tranese. Insomma un Trani che strappa applausi al numeroso pubblico accorso quest’oggi al Comunale anche quando il risultato era ancora sullo 0-0, figuriamoci dopo aver realizzato le due reti, una più bella dell’altra. La prima al 23' è stata una invenzione di mago Zurlini che quasi dalla linea di fondo beffa Lamia Caputo con un diabolico pallonetto e che, scusate l’irriverente paragone, si sarebbe rivisto su un campo di calcio solo ventuno anni e mezzo dopo: infatti era esattamente il 25 giugno 1988 quando Marco Van Basten nella finale del Campionato Europeo 1988 tra l’Olanda e l’URSS infilo’ Rinat Dasayev con un tiro analogo, che è passato alla storia come uno dei gol più belli della Storia del Calcio. Tuttavia e nonostante la supremazia territoriale del Trani, otto minuti dopo, il Pescara giungeva al pareggio grazie ad una situazione contingente a lei del tutto favorevole. L’arbitro fischia un calcio di punizione dal limite dell’area tranese a seguito di un presunto fallo di Galvanin; si incarica della battuta Cavallito il quale scaglia un rasoterra che filtra attraverso la barriera e sorprende Genero che, ancora dolorante, non si era ancora del tutto ripreso da un precedente scontro con il centravanti pescarese Guizzo. Tanto è vero che Genero ad inizio ripresa verrà sostituito tra i pali dal secondo portiere Tuniz. Forse l’unico errore di Allasio di tutta la partita è stato quello di non aver sostituito anzitempo Genero e di aver inutilmente temporeggiato. Ripresa con lo stesso cliché del primo: Trani ininterrottamente all’attacco e Pescara in ripiegamento difensivo. Il risultato rimane in parità solo grazie ai ripetuti, miracolosi interventi di Mimmo Lamia Caputo che sventa le conclusioni a raffica di Zurlini e Palma e, in una occasione è stato salvato dalla traversa a seguito di una conclusione di Rosario Rivellino (“audente fortuna iuvat”)……. e, come spesso accade, alla mezz’ora, Cavallito, autentica spina nel fianco della difesa tranese, per poco non porta in vantaggio il Pescara cogliendo in pieno il palo. Un minuto dopo, la seconda rete del Trani: Zurlini, batte un calcio di punizione, pennellando all’interno dell’area di rigore un pallone sul quale si avventa di testa Palma, che da centro area, fulmina l’esterrefatto Lamia Caputo, che questa volta nulla può per impedire che la palla finisca in rete. Nei dieci minuti finali il Trani mantiene il controllo della gara senza subire il forcing finale del Pescara. Con questa vittoria si fugano tutti i dubbi sulla validità della squadra, nonché i timori della vigilia, dovute alle assenze di Tacchini e Calzolari, con i loro sostituti che si sono dimostrati ampiamente all’altezza della situazione; su tutti Pignataro, che ha seguito come un'ombra Guizzo sovrastandolo sul gioco aereo e facendogli sentire letteralmente il fiato sul collo per tutti i 90’ e lo inseriamo tranquillamente nel novero dei migliori in campo. Tra le fila pescaresi non vi sono dubbi: il migliore in campo, ironia della sorte, è stato un tranese: quel Mimmo Lamia Caputo (190 presenze nel Trani al momento della partita), che in almeno tre occasioni ha salvato la propria squadra dalla capitolazione; quasi incredibile la deviazione in corner su colpo di testa di Ciannameo, che aveva prepotentemente inzuccato la palla e che, senza il colpo di reni del nostro Mimmo, sarebbe finita sotto la traversa.
Carlo Del Negro - Galleria fotografica a cura di Vito de Lucia


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