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Pinqua Petronelli, Governo si riprende 15 mln. Branà: «Danno pesante». Bottaro: «Errore Arca, noi già tutelati»

Il caso della revoca dei fondi per il progetto Pinqua sta scuotendo il dibattito politico a Trani, innescando un botta e risposta tra il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Vito Branà, e il sindaco Amedeo Bottaro.

Al centro della contesa c’è un finanziamento ministeriale da 15 milioni di euro destinato alla riqualificazione principalmente delle  case popolari del quartiere cosiddetto «Petronelli», un’opportunità legata al Pnrr che oggi appare seriamente compromessa.

Secondo la ricostruzione di Vito Branà, la notizia della revoca, risalente allo scorso 6 novembre, sarebbe emersa solo di recente dall’albo pretorio a seguito di un ricorso proposto dal Comune di Trani con conseguente affidamento di incarico legale.

Il consigliere accusa l’amministrazione di avere «inseguito troppi progetti contemporaneamente, senza una reale capacità di gestione». Branà sostiene che «la volontà di accaparrarsi ogni bando possibile ha finito per ingolfare gli uffici dei lavori pubblici, con il paradosso di aver già liquidato profumatissime parcelle ai progettisti, mentre le opere rischiano di restare sulla carta».

La sua critica è netta: «Invece di disperdere energie, il Comune avrebbe dovuto concentrarsi su pochi interventi certi». Il timore espresso dall'esponente pentastellato è che, in caso di esito negativo dei ricorsi, le casse comunali debbano farsi carico di spese già effettuate per opere mai realizzate, citando anche i rischi legati alla nuova scuola Papa Giovanni e al parco ex Angelini.

Di tutt’altro avviso è il sindaco Amedeo Bottaro, che ha fornito una versione dei fatti tesa a scagionare l’operato degli uffici comunali.

Per prima cosa, il primo cittadino ha precisato che la revoca non riguarda il progetto della costa nord, ma esclusivamente il Pinqua Petronelli, e che la responsabilità principale sarebbe da attribuire ad Arca Puglia.

«Il cuore del problema risiede nel fatto che gran parte del piano prevedeva la rigenerazione di case popolari - spiega Bottaro - che, però, risultano occupate abusivamente. Poiché Arca Puglia non è riuscita a liberare gli immobili, il progetto è diventato irrealizzabile nei termini previsti».

Ma i 15 milioni coprivano anche opere pubbliche di stretta competenza comunale, come il sottopasso pedonale di via Andria ed alcuni spazi verdi del quartiere, ma il Ministero ha optato per una revoca totale.

Da qui la decisione di ricorrere alle vie legali, non solo per tentare di recuperare i fondi, ma anche tutelare le somme già spese per le progettazioni.

Bottaro ha comunque voluto rassicurare i cittadini, affermando che «quegli interventi non verranno cancellati ma saranno dirottati su altri canali di finanziamento legati alla rigenerazione urbana, un passaggio che abbiamo già anticipato durante un recente incontro pubblico a Palazzo di città».


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