In 25 anni il biglietto del treno regionale Trani-Bari è passato da 4.400 lire (2,27 euro) a 4 euro. Con l'avvento del 2026, il costo per percorrere i 43 chilometri su rotaia ha raggiunto la soglia simbolica dei 4 euro, confermando la tendenza agli aumenti pressoché puntuali di anno in anno.
Anche gli abbonamenti sfondano il muro dei 90 euro: per quanto riguarda il mensile, infatti, la tariffa ha toccato quota 91,80 euro. Un rincaro che pesa sulle tasche di pendolari, studenti e lavoratori che quotidianamente utilizzano il collegamento ferroviario tra Trani e il capoluogo pugliese.
L'aumento progressivo delle tariffe ferroviarie regionali rappresenta un tema sensibile per chi dipende dal trasporto pubblico su rotaia, in un contesto in cui la qualità del servizio non sempre appare adeguata ai costi crescenti. Il raddoppio del prezzo del biglietto in un quarto di secolo testimonia come l'inflazione e i continui ritocchi tariffari abbiano eroso il potere d'acquisto degli utenti, rendendo sempre più oneroso spostarsi in treno per motivi di studio o lavoro.
Per molti pendolari tranesi, la soglia dei 4 euro per una singola corsa e degli oltre 91 euro per l'abbonamento mensile rappresenta un peso economico significativo, soprattutto considerando che spesso il servizio ferroviario deve fare i conti con ritardi, cancellazioni e disagi vari che incidono sulla qualità della mobilità quotidiana.
A fare da contraltare, il parco mezzi aggiornatissimo, il più giovane d'Italia: ne guadagnano comfort e sicurezza dei passeggeri, oltre la versatilità dei servizi.
