I sindaci di Trani e Canosa di Puglia, Amedeo Bottaro e Vito Malcangio, hanno lanciato un appello congiunto alla commissaria straordinaria della Asl Bt, Tiziana Dimatteo, per scongiurare la chiusura notturna delle Postazioni Fisse Medicalizzate del 118 nei rispettivi Presidi territoriali di assistenza, prevista a partire dal prossimo mese di febbraio.
«Gentile commissario straordinario dottoressa Dimatteo, la notizia della chiusura imminente "temporanea" notturna delle Postazioni Fisse Medicalizzate SET 118 di Canosa di Puglia e Trani ha destato molta preoccupazione nelle nostre comunità», si legge nella lettera firmata dai due primi cittadini. «È indubbio che se ciò accadesse, significherebbe ulteriore disagio per i cittadini già fortemente penalizzati a causa della chiusura degli ospedali. I PFM SET 118 previsti dal piano di riordino in sostituzione dei soppressi PPIT non devono chiudere. Pertanto, nel manifestarle il nostro disappunto e contrarietà, la esortiamo ad evitare che ciò accada».
I sindaci hanno ritenuto opportuno informare della situazione anche il neo eletto presidente della Giunta Regionale, Antonio Decaro, chiudendo l'appello con una richiesta di riscontro: «Si resta in attesa di un fiducioso riscontro».
Alla base della drastica decisione che porterebbe alla sospensione del servizio notturno vi è una gravissima carenza di personale medico. La commissaria straordinaria Tiziana Dimatteo aveva già chiarito nei giorni scorsi che «il servizio 118 ha perso sette medici e, nonostante siano state attivate tutte le procedure possibili per reclutare nuovi professionisti, l'esito è stato negativo. Senza soluzioni alternative, la sospensione del turno notturno diventerà inevitabile sia per Trani che per Canosa di Puglia».
Donato Iacobone, responsabile del 118 della Asl Bt, aveva a sua volta cercato di mitigare l'allarme precisando che si tratterebbe di «una misura temporanea» e che «resteranno comunque operative le ambulanze "Mike" con medico a bordo e "India" con infermiere». Una rassicurazione che, tuttavia, non ha placato le preoccupazioni dei sindaci e delle comunità locali, già provate dalla chiusura degli ospedali e dalla progressiva riduzione dei servizi sanitari sul territorio.
Il tempo scorre impietoso e le scadenze si avvicinano. Adesso, però, con Antonio Decaro in carica come presidente della Regione Puglia, la questione assume una valenza ancora più significativa. La busta è indirizzata formalmente alla commissaria Dimatteo, ma la lettera è anche per il neo governatore, costretto più che mai ad iniziare il suo mandato affrontando i gravi problemi della sanità territoriale.
Le Postazioni Fisse Medicalizzate erano state previste dal piano di riordino proprio in sostituzione dei soppressi Punti di Primo Intervento Territoriale, con l'obiettivo di garantire comunque una copertura sanitaria di emergenza nei comuni che avevano visto chiudere i propri presidi ospedalieri. La loro eventuale sospensione notturna rappresenterebbe un ulteriore passo indietro nella tutela del diritto alla salute dei cittadini della sesta provincia pugliese.
La carenza di medici che sta mettendo in crisi il servizio di emergenza territoriale è un problema che non riguarda solo la Bat, ma che in questa provincia assume contorni particolarmente drammatici, vista l'assenza di ospedali pienamente funzionanti e la già difficile situazione della rete di assistenza sanitaria. L'appello dei sindaci Bottaro e Malcangio rappresenta quindi un grido d'allarme che va oltre le singole amministrazioni comunali e che chiama in causa la responsabilità della Regione nel garantire servizi essenziali alla popolazione.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla risposta che arriverà dalla commissaria Dimatteo e, soprattutto, sulle iniziative che il presidente Decaro vorrà assumere per affrontare una delle emergenze più gravi del sistema sanitario pugliese. La sanità territoriale non può attendere e i cittadini di Trani e Canosa meritano risposte concrete e tempestive.
