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Indagine su Bat, per Nuovo Psi «anche i due consiglieri devono dimettersi»

Alla luce della nuova inchiesta giudiziaria che coinvolge la Provincia Bat, la segreteria provinciale dei socialisti del Npsi di Barletta Andria Trani interviene nel dibattito pubblico chiedendo un atto di responsabilità istituzionale e le dimissioni da parte dei consiglieri comunali del centrosinistra andriese Lorenzo Marchio Rossi ed Emanuele Sgarra, attualmente indagati, assieme al presidente della Provincia Bat, nell'ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Trani.

La posizione del Nuovo Partito Socialista Italiano è stata resa nota attraverso una nota ufficiale firmata dal segretario provinciale Rocco Cardilli, che chiede alla sindaca di Andria, Giovanna Bruno, di applicare lo stesso criterio richiesto al presidente della Provincia Bernardo Lodispoto anche nei confronti dei due consiglieri comunali che sostengono la sua maggioranza.

«Pur ribadendo con fermezza la nostra cultura garantista e il rispetto del principio di presunzione di innocenza nei confronti degli indagati, con la richiesta di dimissioni avanzata da parte della sindaca Bruno nei confronti di Lodispoto, allo stesso modo la sindaca della città federiciana dovrebbe comportarsi nei confronti dei consiglieri comunali Marchio Rossi e Sgarra, che sono stati attinti da provvedimenti della Magistratura e sostengono nelle città di Andria la sua maggioranza politica di centrosinistra», si legge nella nota del segretario Cardilli.

L'intervento del Npsi pone l'accento sulla necessità di coerenza nell'applicazione dei principi di responsabilità politica e istituzionale. Se da un lato il partito conferma la propria tradizione garantista, dall'altro sottolinea come la richiesta di un passo indietro non possa applicarsi in modo selettivo, ma debba riguardare tutti coloro che si trovano coinvolti nella medesima vicenda giudiziaria.

Come è noto, la Procura di Trani ha aperto un'inchiesta per presunta corruzione legata a un appalto per la manutenzione stradale della Provincia Bat. A dicembre la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nei confronti del presidente della Provincia Lodispoto, dell'ex vicepresidente Marchio Rossi e del consigliere comunale di Andria Sgarra. Gli investigatori cercavano una presunta tangente che due imprenditori avrebbero pagato o promesso ai vertici dell'ente per aggiudicarsi l'appalto.

L'inchiesta si intreccia con le tensioni politiche locali e con la crisi del Partito Democratico nella Bat. Marchio Rossi era stato vicepresidente della Provincia e segretario provinciale del Pd, mentre Sgarra, infermiere della Asl Bat, era consigliere provinciale fino al 2024. Entrambi sono stati successivamente allontanati dal partito: il Pd ha tolto la fiducia a Lodispoto e ha espulso Sgarra per aver sostenuto alle elezioni regionali il candidato legato all'ex consigliere regionale Filippo Caracciolo, a sua volta allontanato dal partito dopo essere stato imputato per corruzione.

La richiesta di dimissioni avanzata dal Npsi pone ora la sindaca Bruno di fronte a una scelta politica delicata: mantenere nella propria maggioranza due consiglieri coinvolti nell'inchiesta giudiziaria o applicare lo stesso principio di opportunità politica invocato per il presidente della Provincia. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri della giunta andriese e che accende ulteriormente i riflettori su una vicenda che sta scuotendo la politica della sesta provincia pugliese.

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