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La generosità che illumina e racconta: un gesto che parla di valori, l’incontro tra «Il Sogno di Angelica» e Rossella Cosmai

Ci sono incontri che sembrano scritti nel destino. Momenti in cui le storie si intrecciano con una naturalezza che fa pensare a un disegno più grande, a una trama invisibile che connette le persone attraverso valori condivisi e silenziose affinità. L'incontro tra l'associazione Il Sogno di Angelica e Rossella Cosmai appartiene a questa categoria di eventi che non si possono spiegare solo con la casualità. Un incontro nato dal desiderio di sostenere Msalendo, il pittore keniota che ha donato il suo talento alla clinica e all'orfanotrofio in Kenya che l'associazione segue con costanza e dedizione, e che si è trasformato in qualcosa di più profondo: la scoperta di un'eredità morale straordinaria.

Spiega Luisa Tortosa, presidente dell’associazione «Il sogno di Angelica»:

«Rossella non ha esitato un istante. Quando ha compreso la natura del progetto legato a Msalendo, il pittore keniota che ha donato il suo talento per ritinteggiare i muri della clinica e dell'orfanotrofio sostenuti dall'associazione Il Sogno di Angelica, ha semplicemente aperto le porte della sua casa. Un gesto apparentemente semplice, ma carico di significato profondo: fidarsi di persone sconosciute, mettersi in gioco, offrire uno spazio concreto per sostenere un artista straordinario.

Msalendo non è solo un imbianchino solidale. È un pittore autentico, capace di trasformare la tela in finestre sull'anima. Dopo una vacanza in Kenya, le sue opere sono arrivate in Italia con un obiettivo chiaro: essere vendute per restituire al loro autore il riconoscimento economico che il suo talento merita. Un circolo virtuoso di dignità, arte e solidarietà che trova in Rossella un punto di approdo naturale.

La sua disponibilità, il suo intuito, la sua capacità di riconoscere immediatamente il valore di un'iniziativa autentica non sono caratteristiche comuni. Sono, piuttosto, manifestazioni di un'educazione profonda, di un'eredità morale che affonda le radici in una storia familiare segnata dal coraggio e dall'integrità».

 Per comprendere appieno la generosità di Rossella occorre fare un passo indietro e guardare alla figura di suo padre, Sergio Cosmai. Laureato in giurisprudenza, Cosmai scelse di dedicare la propria vita professionale al servizio dello Stato, incarnando con rigore e coerenza i principi di legalità, giustizia e rispetto della persona umana.

Come vice direttore degli istituti penitenziari di Trani, Lecce, Palermo e successivamente Crotone, Sergio Cosmai svolse il proprio incarico con una fermezza che non ammetteva compromessi. In anni difficili, in territori dove la presenza dello Stato era costantemente messa alla prova, egli rappresentò un baluardo di onestà e senso del dovere. Non si limitò a gestire strutture penitenziarie: difese un'idea di Stato, un concetto di legalità che andava ben oltre la routine burocratica.

Proprio questa sua incrollabile fedeltà ai principi di verità e giustizia lo rese un bersaglio. Ma la violenza, per quanto brutale, non è riuscita a cancellare ciò che Sergio Cosmai rappresentava. I suoi valori sono sopravvissuti alla sua morte fisica, trasmettendosi ai figli come un patrimonio immateriale più prezioso di qualsiasi eredità tangibile. Rossella incarna questa continuità in modo luminoso e spontaneo, dimostrando che l'integrità morale si trasmette non attraverso discorsi, ma attraverso l'esempio vissuto quotidianamente.

La sua capacità di aprirsi agli altri, di fidarsi, di sostenere iniziative di solidarietà autentica senza calcoli né ritorni immediati è la prova vivente che i valori per cui Sergio Cosmai ha dato la vita continuano a generare frutti positivi. «Ogni gesto di Rossella è un modo per mantenere viva la memoria del padre, non attraverso la retorica commemorativa, ma attraverso l'azione concreta, il coinvolgimento diretto, la scelta quotidiana di stare dalla parte giusta- prosegue Luisa Tortosa- in un'epoca in cui il cinismo sembra prevalere sull'idealismo, in cui il calcolo personale appare più conveniente dell'impegno civile, la storia di Sergio Cosmai e l'esempio di Rossella rappresentano una bussola morale preziosa, specialmente per i giovani».

La storia che unisce Rossella, Msalendo, l'associazione Il Sogno di Angelica e la memoria di Sergio Cosmai è la dimostrazione concreta che i valori autentici sanno riconoscersi anche quando separati da migliaia di chilometri, da culture diverse, da storie apparentemente lontane. È la prova che nulla, davvero, accade per caso quando ci si muove guidati da principi di giustizia, solidarietà e rispetto per la dignità umana.

Con immensa stima e profondo affetto verso Sergio Cosmai, verso Rossella e verso tutta la famiglia Cosmai, custodi di un'eredità morale che continua a illuminare il cammino di chi crede ancora nella forza dei valori autentici.

Questa sera la città di Bisceglie renderà omaggio a Sergio Cosmai con un momento di forte valore simbolico e culturale.
Al Teatro Politeama Italia, alle ore 19.00, sarà proiettato il documentario RAI “Per un’ora d’aria”, dedicato alla figura del dirigente penitenziario ucciso per la sua incrollabile fedeltà ai valori dello Stato e della giustizia.

L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento delle istituzioni cittadine, del mondo della scuola e delle associazioni impegnate nella diffusione della cultura della legalità, si inserisce nel solco delle celebrazioni che tengono viva la memoria di Cosmai non come esercizio commemorativo, ma come stimolo etico rivolto soprattutto alle nuove generazioni.


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