I referenti di Libera di Trani e Barletta, rispettivaFrancesco Pacini e Giorgio Carpagnano, intervengono sull'inchiesta che ha coinvolto il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, sindaco del Comune di Margherita di Savoia, indagato per concorso in corruzione insieme al suo ex vicepresidente Lorenzo Marchio Rossi, ex segretario provinciale del Pd, e al consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, anche lui ex esponente Pd. Entrambi hanno dovuto rimettere le deleghe al partito su richiesta del commissario e senatore Pd, Diego Parrini. Il presunto corruttore è un imprenditore della zona.
«Le notizie che riguardano presunti episodi corruttivi legati ad appalti e amministratori locali sono gravissime e impongono una riflessione seria e ferma», affermano Pacini e Carpagnano. «La corruzione, quando tocca le Istituzioni, provoca gravi danni diretti ai cittadini, al territorio, alla fiducia pubblica e alla democrazia. È una piaga sociale e le sue ricadute sono concrete ed evidenti a tutti: strade dissestate costruite con materiali scadenti, infrastrutture poco sicure e diritti messi in pericolo dalla privazione di una concorrenza libera e meritocratica».
I rappresentanti di Libera ribadiscono il rispetto per il lavoro della magistratura e per la presunzione di innocenza, ma sottolineano un principio fondamentale: «È doveroso ribadire che chi amministra risorse pubbliche deve essere al di sopra di ogni sospetto e deve lavorare per il bene comune e non per l'interesse privato. Le strade, i servizi, il denaro pubblico appartengono alla collettività, non possono diventare terreno di lucro, scambio e favori».
Pacini e Carpagnano invocano un cambio di passo: «Serve tolleranza zero verso la corruzione e un cambio di passo della politica, in quanto è noto che un tessuto sociale macchiato dalla corruzione apre la via ad altri gravi sistemi illegali. Trasparenza, legalità e un cambio di cultura devono far sì che ci sia una responsabilità morale, prima ancora che penale».
I referenti di Libera sottolineano infine l'importanza di un impegno dal basso: «Le azioni di contrasto alla corruzione e alla mafia è necessario che partano anche dal basso, facendo rete, puntando sul "noi" e sensibilizzando la comunità della nostra provincia alla legalità e alla giustizia sociale. Solo così si può ripristinare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni».
L'intervento di Libera si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul tema della legalità nella provincia Bat, dove l'inchiesta della Procura di Trani sta facendo emergere un sistema di presunte tangenti legate agli appalti pubblici che ha coinvolto vertici istituzionali e politici di primo piano.
