Sabino Armagno, 75 anni, cittadino di Canosa di Puglia e personaggio pubblico, ha iniziato questa mattina alle 8.30 uno sciopero della fame incatenandosi all'interno dell'ex ospedale in via Giovanni Bovio 81. La protesta mira a evitare la sospensione temporanea, già annunciata dall'Asl Bt, del turno notturno da febbraio nel Punto Fisso Medicalizzato di Canosa, provvedimento che riguarda anche Trani, dove però ci si ferma ai comunicati.
La sospensione è stata motivata dalla carenza di personale medico: sono sette i medici del 118 che hanno lasciato il servizio e, nonostante le procedure di reclutamento attivate nei mesi scorsi, non sono stati trovati sostituti. Una situazione che ha spinto la commissaria straordinaria Tiziana Dimatteo a prospettare la chiusura notturna delle postazioni medicalizzate, pur garantendo la presenza delle ambulanze Mike con medico a bordo e India con infermiere.
«Trovo inaccettabile la sospensione temporanea dei turni notturni nel Pfm, di cui io stesso ho avuto necessità, tanto più che i servizi previsti dal piano di riordino ospedaliero non sono ancora stati attivati», afferma Armagno. «Per questo motivo ho iniziato lo sciopero della fame e chiedo un incontro urgente con il presidente Antonio Decaro».
La protesta del cittadino canosino si inserisce in un contesto già teso, dopo che i sindaci di Trani e Canosa, Amedeo Bottaro e Vito Malcangio, hanno inviato una lettera congiunta alla commissaria Dimatteo e al neo presidente della Regione Puglia proprio per scongiurare la chiusura notturna delle postazioni. I primi cittadini hanno sottolineato come si tratterebbe di «ulteriore disagio per i cittadini già fortemente penalizzati a causa della chiusura degli ospedali».
La commissaria Dimatteo ha risposto rassicurando che «al momento sono garantiti i turni notturni sia su Trani che su Canosa» e che sono state avviate nuove procedure straordinarie per il reclutamento di personale, invitando però a «essere realisti rispetto alle criticità attuali».
Il gesto di Armagno rappresenta ora un'escalation della protesta, portando la questione dal livello istituzionale a quello della disobbedienza civile nonviolenta. Il 75enne canosino, incatenandosi nell'ex ospedale, ha scelto un luogo simbolico per la sua protesta: quello stesso presidio sanitario che la città ha visto chiudere e che oggi ospita il Pta con la postazione medicalizzata del 118 di cui si teme la sospensione notturna.
