Sulla scia dei recenti fatti che hanno riacceso il dibattito pubblico sul verde urbano a Trani, Legambiente Trani interviene con fermezza per richiamare un principio fondamentale: «La sicurezza viene prima di tutto, ma non può tradursi in tagli indiscriminati né sostituirsi a una pianificazione organica e di lungo periodo».
«In queste ore risulta preoccupante l'idea che "al minimo dubbio" si proceda comunque al taglio», dichiara Cristina Monterisi, presidente del circolo tranese dell'associazione ambientalista. «Il dubbio si scioglie con dati, perizie, monitoraggi, non con una scorciatoia. Ogni abbattimento necessario va fatto, ma solo se motivato e documentato, e accompagnato da una programmazione di sostituzione e contrasto al degrado di suolo e alla cementificazione indiscriminata».
Legambiente ricorda che il verde urbano non è un semplice ornamento, ma un ecosistema vivo e vitale che svolge funzioni essenziali: tutela la salute pubblica, riduce le isole di calore, migliora la qualità dell'aria, stabilizza i suoli e ospita biodiversità. «Trani non è abitata solo da persone, ma da una comunità di viventi che rende la città più sicura e vivibile», sottolinea Monterisi. «Se la impoveriamo, indeboliamo anche noi».
Un richiamo che trova eco anche nelle recenti dichiarazioni dell'Ordine degli Architetti BAT, che ha evidenziato la necessità di un cambio di passo, sottolineando criticità strutturali e l'importanza della tutela del suolo e della rigenerazione urbana. «È il momento di trasformare questa fase in un'occasione di seria pianificazione del futuro del verde in città», afferma la presidente di Legambiente Trani.
Per evitare che l'attuale fase di allarme si trasformi nell'ennesima sequenza di accuse, scuse e promesse, Legambiente Trani lancia un appello preciso in vista delle prossime elezioni amministrative. «Chiediamo che ogni partito o coalizione politica che intenda candidarsi alla prossima tornata elettorale presenti, all'interno dei propri programmi, una bozza strutturata, tecnica e realizzabile di Piano del Verde», afferma Monterisi. «Il confronto pubblico deve basarsi su dati concreti e scientificamente provati, approvati da tecnici del settore».
L'associazione ambientalista chiede inoltre garanzie precise da parte dell'amministrazione attuale e di quelle future: trasparenza totale con perizie accessibili, criteri pubblici e una mappatura aggiornata delle alberature che indichi stato di salute, livello di rischio, interventi previsti e tempistiche. Una pianificazione che non si limiti alle urgenze a brevissimo termine, ma che integri i diversi strumenti urbanistici come PUG, Piano delle Coste e le singole progettualità in corso di realizzazione.
«Attendiamo con ansia, entro la fine del mandato dell'attuale Amministrazione, il bilancio arboreo», dichiara Monterisi. «Per ogni albero abbattuto, dovrebbero essere garantite piantumazioni sostitutive con specie idonee ponendo più attenzione a suolo vivo e permeabilità: aiuole di dimensioni adeguate, spazio alle radici, meno cemento. La legge 113 del 29 gennaio 1992 conferma l'obbligo di mettere a dimora un albero per ogni nuovo iscritto all'Anagrafe Comunale e spesso, come insegnano anche grandi città europee, la soluzione è nella rimozione del cemento e non delle alberature».
La presidente di Legambiente Trani pone l'accento sulla necessità di garantire una manutenzione corretta delle alberature, con lo stop definitivo a pratiche dannose come capitozzature e potature drastiche. «Formazione, controlli, monitoraggi regolari e messa in sicurezza dove possibile permettono di ridurre esponenzialmente il rischio che anche gli alberi ancora sani o appena piantati, tra pochi anni, siano condannati allo stesso patibolo e, con loro, i cittadini tranesi. La cura del verde richiede fiducia, dati condivisi e decisioni motivate».
Legambiente Trani si dichiara disponibile a partecipare a tavoli di lavoro e, se ritenuto opportuno, alla consulta ambientale, mettendo a disposizione i propri tecnici specializzati. «Restiamo a disposizione per collaborare all'obiettivo comune di un verde più sicuro, più sano e più giusto per le persone e per tutti i viventi che abitano Trani, al di là di ogni interesse e strumentalizzazione partitica dell'argomento», conclude Monterisi.
