Accadde oggi: 19 gennaio 1964
Campionato 1963/1964 Serie C
TRANI-ASCOLI 1-0
Arbitro: Cantalupo di San Donà di Piave
Rete: 30’’ s.t. Franzo’
Note: cielo sereno; temperatura fredda; spettatori oltre cinquemila; calci d’angolo 5-0 per il Trani.
TRANI: Lamia Caputo, Crivellenti, Pappalettera; Ferrante, D’Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Franzo’, Guardavaccaro, Cosmano
All. Vincenzo Marsico
ASCOLI: Colombo, Rossetti, Capelli; Mazzone, Bigoni, Baldoni; Cori, Beccaccioli, Nichele, Tomassoni, Cavazzoni
All. Alfredo Notti
Il Trani ha vinto l'incontro negli spogliatoi, cioè nell’intervallo. La squadra è ritornata in campo con un’altra personalità, soprattutto con l’intenzione di strappare i due punti a una diretta concorrente al primato. Lo ha dimostrato subito, realizzando il suo gol, quello della vittoria, quando la lancetta dei secondi non aveva ancora compiuto un intero giro, esattamente dopo mezzo minuto di gioco. C'è stata, in quest’azione, un po’ la complicità del portiere ascolano, ma essa è stata ugualmente irresistibile, di quelle che da sole danno l’impronta ad una squadra: batte il calcio d’inizio l’Ascoli, il palIone rimbalza verso Arfuso, lungo lancio sull’ala; Cosmano fugge velocissimo senza curarsi di un paio di avversari che tentano di contrastarlo e, da posizione angolatissima, tira verso la porta; Colombo, evidentemente sorpreso della rapidità dell’azione, si getta in tuffo con qualche attimo di ritardo ma non riesce a fermare il palIone che gli rotola alle spalle, potrebbe terminare fuori ma Franzo’, lestissimo, sbucato dalla destra, corregge la traiettoria e segna da pochi passi. Lo sparo dei mortaretti - tutto il mondo è paese - sovrasta il grido di entusiasmo dei tifosi. Questo gol ha il potere di trasformare completamente la fisionomia dell'incontro; mentre i giocatori del Trani, nel primo tempo quasi succubi dell’anticipo e della maggiore prestanza atletica degli avversari, sembrano rimessi a nuovo, quasi che l'incontro stesse allora per cominciare, i marchigiani perdono quella calma e quella sicurezza che avevano palesato nel primo tempo. La reazione ascolana non può mancare: appena il tempo per riordinare le idee e l’Ascoli, incoraggiato dall’inesauribile Mazzone, si spinge all’attacco, comprimendo per un certo tempo i pugliesi nella propria area; ma lo fa con molta confusione e con parecchio nervosismo. Il che agevola il compito del Trani che tiene brillantemente testa alla sfuriata avversaria, non solo, ma riesce anche a rendersi ancora minaccioso, tanto da terminare all'attacco. Solo uno spericolato intervento di Colombo su Cosmano ad un minuto dalla fine, infatti, e un successivo svarione di Franzo’, consentono agli ascolani di
contenere il risultato. Vorremmo non parlare del Trani del primo tempo, in difesa D’Elia, al suo ritorno in squadra, ha palesato alcuni scompensi ma soprattutto ha tentennato negli interventi, Bazzarini non è stato quello delle altre volte, Franzo’ non è mai stato prima degli avversari sul pallone, Cosmano, poi, ha vagato a vuoto, forse alla ricerca di qualche ispirazione. Naturalmente, di fronte a questa squadra l’Ascoli ha avuto buon gioco. Pur non attuando il vero catenaccio ma soltanto con Mazzone affiancato a Bigoni e con le mezze ali in posizione leggermente arretrata, ha facilmente neutralizzato gli attacchi del Trani, che ha presentato invece un certo vuoto proprio a centrocampo per la posizione arretrata dei laterali (Ferrante stopper e quindi D'Elia libero) ed eccessivamente avanzata degli interni. Ciononostante nel primo tempo il Trani ha avuto a portata di mano un paio di occasioni da gol, come al 9' quando il pallone, rimbalzato sui piedi di Capelli, termina ad Arfuso che al volo, da felice posizione tira fortissimo da destra a sinistra: pallone fuori appena; al 27' Franzò, ricevuto il pallone da Guardavaccaro in area, al momento del tiro si fa precedere da Capelli che salva in extremis. Troppo poco per una squadra che puntava alla vittoria. Troppo poco per poter impensierire la difesa ascolana, la più forte del girone. E così si arriva al riposo, che forse fa più piacere al Trani che all’Ascoli. Nella ripresa il miracolo. Saranno stati i precisi ordini di Marsico, sarà stato il caso che ha fatto nascere il gol nei primi trenta secondi, certo è che il Trani ha sfornato un secondo tempo superbo. Cosmano è ritornato l’ala guizzante che conoscevamo, Franzò si è lanciato su ogni pallone, Arfuso ha riacquistato velocità, Guardavaccaro ha migliorato ancora la sua prova del primo tempo, Bitetto ha centrato il tiro (peccato che un suo magnifico colpo di testa sia finito fuori al 10' su cross di Cosmano), il titubante D'Elia è uscito fuori alla maniera dei gladiatori e perfino i terzini hanno voluto dire la loro (applaudita una lunga fuga di Pappalettera con tiro finale e difficile parata di Colombo) recando disturbo alla difesa aversaria. Tutto questo contornato da quei piccoli accorgimenti perditempo che hanno il merito di innervosire gli avversari e di rubacchiare qualche minuto al gioco vero e proprio. I marchigiani hanno talmente perduto la calma che Bigoni, certamente il più impulsivo, ha finito col prendersela con un raccattapalle, trovandosi a disagio nel fermare Franzò e compagni. Ha iniziato l’Ascoli con un tiro al volo appena sulla traversa di Tomassoni, poi è Cavazzoni, che ha modificato continuamente la sua posizione, a tentare l’apertura ma colpisce male e azione sfumata. Seguono le due azioni del Trani già descritte quindi il riposo. Nella ripresa il Trani, sulle ali dell'entusiasmo della rete in apertura, insiste e, su punizione a favore tirata da Cosmano, Guardavaccaro di testa appena fuori. L’Ascoli gradatamente comincia a farsi minaccioso e al 15' non sa sfruttare una punizione dall'interno dell'area (abbraccio di D'Elia a Nichele): tutto si riduce in una mischia. L’Ascoli ha l’azione migliore, forse l'unica della ripresa, al 29': il tiro finale di Cori viene parato a terra da Lamia Caputo. In conclusione, una partita bella a metà, la seconda, che ha avuto il potere di far dimenticare la prima parte. In tutta la gara non è mancato però l'agonismo, peraltro ben contenuto dall'arbitro, un signor arbitro, che ha lasciato giocare, ma non ha tollerato il gioco pesante; il che è difficile senza spezzettare il gioco. Una nota positiva sugli arbitri fa sempre piacere, specie in questi momenti di magra.
Carlo Imperio





