La questione dell'ampliamento di Palazzo Carcano torna al centro del dibattito pubblico con l'intervento dell'ex sindaco Gigi Riserbato, che solleva dubbi e perplessità sulla reale capacità del progetto di risolvere i problemi logistici degli uffici giudiziari tranesi.
«La realizzazione dell'ampliamento di Palazzo Carcano, previsto sin da quando venne acquistato dal Comune di Trani all'inizio degli anni 2000, era ed è destinato all'insediamento di uffici giudiziari», ricorda Riserbato, ripercorrendo la genesi di un'opera attesa da oltre vent'anni.
Tuttavia, l'ex primo cittadino manifesta preoccupazioni concrete sull'adeguatezza dell'intervento: «Personalmente non so se le superfici dell'ampliamento risolveranno tutti i problemi dell'attività giudiziaria perché non esiste agli atti alcuna valutazione aggiornata della Conferenza Permanente presso il Tribunale, la quale dovrebbe valutare e garantire l'ottimale logistica degli uffici».
Riserbato pone l'accento su una criticità evidente: l'assenza di un'analisi approfondita e recente delle reali esigenze della macchina giudiziaria. «Ci sono attualmente in uso immobili forse non adeguati e archivi distaccati in zona industriale che potrebbero incidere sulle valutazioni», osserva l'ex sindaco, sottolineando come la frammentazione delle sedi possa rappresentare un elemento determinante nella pianificazione degli spazi.
Guardando al futuro, Riserbato individua nella questione di Palazzo Carcano «senz'altro uno dei temi da affrontare seriamente dalla prossima amministrazione in stretta collaborazione con l'Autorità Giudiziaria e con l'Ordine degli Avvocati».
Un passaggio, questo, che secondo l'ex sindaco appare finora trascurato: «Passaggi che sembrano non avvenuti a meno che non siano stati secretati», conclude Riserbato, lasciando intendere che il confronto tra istituzioni locali e mondo della giustizia potrebbe non essere stato adeguato o, quantomeno, non risulta documentato pubblicamente.
L'intervento dell'ex primo cittadino riapre dunque il dibattito su un'opera strategica per la città, sollecitando un approccio più trasparente e partecipato che coinvolga tutti gli attori interessati nella definizione delle reali necessità degli uffici giudiziari tranesi.
