Una studentessa tranese di 15 anni era rimasta gravemente ferita il 22 gennaio 2025, nel notorio incidente di un autobus Amet rimasto incastrato sotto il viadotto Trani centro dopo essere finito fuori percorso.
La ragazza ha riportato un trauma cranico e altre lesioni, con un peggioramento progressivo delle condizioni che ha portato, mesi dopo, a un delicato intervento chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma.
L’incidente ha avuto pesanti ripercussioni fisiche, psicologiche e scolastiche sulla giovane e sulla sua famiglia. L’avvocato della famiglia, Francesca Paparesta, denuncia «il totale silenzio e la mancanza di vicinanza umana da parte dell’azienda di trasporto.»
Avviati un procedimento penale per lesioni colpose ed uno civile per il risarcimento, resta forte l’amarezza per quello che viene definito un «muro di silenzio» istituzionale.
