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Comunali e lotta a violenza di genere, Merra: «Con me in consiglio misure concrete»

All'indomani dell'ennesimo femminicidio che ha scosso l'opinione pubblica – la giovane Federica Torzullo uccisa dal compagno – Raffaella Merra, già assessore della città di Trani, rilancia il tema della violenza di genere chiedendo alle istituzioni locali un impegno concreto e strutturato.

«All'indomani del nuovo grave fatto di sangue, ancora un femminicidio, che ha visto vittima la giovane Federica Torzullo, ritengo doveroso spingere le Istituzioni e l'opinione pubblica ad una seria riflessione. Una riflessione che non deve essere fine a sé stessa, ma mirare a risultati concreti, perché nessun territorio è scevro da questi fenomeni: nel recente passato anche la nostra Trani ne è stata triste protagonista», dichiara Merra.

«È necessario fare fronte comune con una consapevolezza: il fine ultimo non può essere solo la giusta sanzione per i colpevoli, ma deve essere la tutela della vita delle donne ad ogni costo, iniziando col proteggerle da quelle forme di violenza più silenti che spesso precedono l'irreparabile».

L'ex assessore sottolinea la necessità di rafforzare i Centri Antiviolenza anche a Trani, intensificando l'opera di sensibilizzazione nelle scuole: «Penso al già lodevole lavoro compiuto da realtà associative locali come "Save", che va sostenuto e ampliato. Ma non basta».

Merra propone misure concrete: «Credo sia urgente incentivare nuove misure e nuovi interventi, potenziando l'ascolto, il supporto psicologico, l'assistenza legale gratuita e l'ospitalità in case rifugio per le donne maltrattate e perseguitate da veri e propri aguzzini. Bisogna garantire "ossigeno" alle donne in difficoltà, permettendo loro l'accesso gratuito e immediato a questi servizi».

Tra le proposte avanzate, progetti educativi strutturati con laboratori teatrali o percorsi mirati per diffondere la cultura del rispetto e della parità di genere, protocolli d'intesa operativi con Asl e Forze dell'Ordine, il "Microcredito di Libertà" per sostenere l'emancipazione economica delle donne vittime di violenza, sportelli di ascolto dedicati e la fornitura di "kit di prima emergenza" per chi è costretto a lasciare la propria abitazione.

«Input come il Microcredito sono essenziali per sostenere percorsi di emancipazione economica: spesso, infatti, è la dipendenza economica a impedire la denuncia», spiega Merra, che invita il Comune a guardare agli esempi virtuosi di altre città italiane.

«Ci sono Comuni come Cremona che hanno aderito alla "Carta dello Sport al femminile" o al "Manifesto degli Stati Generali delle donne". Il Comune di Macerata, da tre anni, promuove il Progetto "Guardami negli occhi", con gli studenti impegnati a realizzare lavori multimediali su figure femminili significative. Anche il Comune di Trani potrebbe e dovrebbe aderire ad iniziative di questo genere».

«Sono consapevole che molto è stato fatto, ma visti i dati di cronaca molto di più si deve fare: ci vuole un balzo culturale notevole, avendo la pazienza che solo la cura per le persone può dare. La semina di oggi darà frutti domani, ma oggi è sempre tempo dell'ascolto attento ai segnali», sottolinea l'ex assessore.

«La prossima Amministrazione dovrà farsi carico di questo aspetto, perché la violenza di genere colpisce laddove non ci si è adoperati per tempo: sarà questo uno dei miei obiettivi in Consiglio Comunale. Mi troverete sempre dalla stessa parte, sono una donna, sono Raffaella Merra», conclude.


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