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Le diocesi di Trani e Andria celebrano San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti

Le Diocesi di Andria e Trani si ritroveranno assieme in occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione sociale.

Così si legge in una lettera ai giornalisti dei direttori degli Uffici per le Comunicazioni Sociali delle due Diocesi: don Antonio Turturro, per Andria, e il diac. Riccardo Losappio, per Trani-Barletta-Bisceglie.

«Carissimi Amici, come è ormai consuetudine per le nostre Diocesi, il 24 gennaio, memoria di san Francesco di Sales (1567-1622), celebriamo insieme la Festa dei Giornalisti e degli Operatori della Comunicazione Sociale.

Quest’anno la celebrazione eucaristica si terrà nella diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, il 24 gennaio 2024, presso il Santuario antico Maria SS. dello Sterpeto, con il seguente programma:

  • Ore 10.15, presentazione delle nuove vetrate artistiche del Santuario, a cura di Padre Alberto Barbaro, rettore e parroco del Santuario
  • Ore 11.00, “Messa per i Giornalisti”, presieduta da mons. Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barlette-Bisceglie
  • Momento di convivialità
  • Questo appuntamento annuale, accanto ad altri momenti, ci offre l’occasione per sviluppare, in un contesto di preghiera, qualche considerazione sul ruolo dei giornalisti all’interno del variegato mondo della comunicazione. E la riflessione muove proprio dall’esperienza di Francesco di Sales maturata prima nell’attività di studioso e poi nel ministero episcopale come vescovo di Ginevra. Egli si dedicò al giornalismo e alla stampa nel periodo a cavallo tra il millecinquecento e il milleseicento avvalendosi di una cospicua corrispondenza epistolare con i fedeli della sua diocesi, corrispondenza che veniva altresì stampata e diffusa nel territorio a lui affidato».

    Questo il tema scelto quest’anno da Papa Leone XIV, in occasione della 60^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: Custodire voci e volti umani

    «Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale.

    La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana.

    Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali. L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze.

    È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy).

    Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito». (Comunicato del Dicastero per la Comunicazione: Tema per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, 29.09.2025).


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