«La notizia dell’istituzione a Trani di una sede del Pubblico registro automobilistico rischia di restare, al momento, solo un annuncio». A parlare è l’ex sindaco Gigi Riserbato, che interviene con toni critici sulla mancata individuazione, da parte del Comune, di un immobile destinato ad accogliere il nuovo ufficio Pra e il personale che dovrebbe essere trasferito.
Secondo Riserbato, nonostante l’ampia eco mediatica data alla decisione e l’impegno profuso a livello parlamentare, ad oggi l’amministrazione comunale non avrebbe ancora manifestato alcuna disponibilità concreta sul piano logistico. «Sembra che il Comune non abbia indicato alcun immobile idoneo – osserva – e questo rischia di vanificare un’opportunità importante per la città e per l’intera provincia Bat».
L’ex primo cittadino richiama in particolare il lavoro svolto dai parlamentari pugliesi, e soprattutto dal senatore Dario Damiani, relatore della manovra finanziaria approvata nel dicembre 2025, nella quale è stato inserito il provvedimento che apre alla creazione della nuova sede. «Un impegno istituzionale rilevante – sottolinea Riserbato – che meriterebbe di essere sostenuto anche a livello locale, con atti concreti e tempestivi».
L’apertura di un ufficio Pra a Trani, spiega Riserbato, avrebbe ricadute positive immediate sia per le agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche, che operano quotidianamente sul territorio, sia per i cittadini, oggi ancora costretti a spostarsi a Bari per molte incombenze. «Parliamo di un servizio di prossimità – evidenzia – che ridurrebbe disagi, tempi e costi, rendendo più efficiente l’accesso a pratiche fondamentali».
Da qui l’appello all’amministrazione comunale affinché si attivi «quanto prima» per individuare una soluzione logistica adeguata, passaggio ritenuto indispensabile e preliminare a qualsiasi successivo iter burocratico. «Senza una sede fisica – conclude – tutto il resto rischia di bloccarsi».
Riserbato rivolge infine un invito diretto anche ai consiglieri comunali di centrodestra, affinché mantengano alta l’attenzione su una questione che, a suo giudizio, va oltre le appartenenze politiche e riguarda l’interesse generale della città. «È un’occasione che Trani non può permettersi di perdere», avverte.
