Il Consiglio comunale di Trani ha approvato all'unanimità, con 29 voti favorevoli, l'istituzione della tassa di soggiorno, al termine di un ampio dibattito che ha visto interventi da parte di tutti i gruppi consiliari e un emendamento presentato in aula dal sindaco Amedeo Bottaro.
Il regolamento, frutto di un lungo percorso nelle commissioni consiliari e di un confronto con gli operatori del settore attraverso riunioni pubbliche, ha visto un ultimo chiarimento proprio durante la seduta. Il consigliere Vito Branà ha sollevato perplessità sull'articolo 2, comma 2, che tra le destinazioni del gettito indicava «i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».
«Non sono assolutamente d'accordo nel destinare il gettito dell'imposta di soggiorno su questi costi. L'imposta deve rimanere sul discorso turistico, sui servizi, sui parcheggi», ha dichiarato Branà, ricevendo il sostegno del consigliere Saverio De Laurentis, che ha sottolineato come «l'attività turistica non debba ricadere sulle spalle di noi cittadini che già come città turistica subiamo le conseguenze della massa di turisti».
Il sindaco Bottaro ha accolto la sollecitazione proponendo un emendamento in aula: «Questa è una tassa di scopo, quindi gli introiti non possono essere utilizzati per la gestione ordinaria della città. Con quella voce ci si riferisce al potenziamento del servizio di raccolta e pulizia legato ai flussi turistici. È evidente che la presenza di quei flussi richiede un potenziamento del servizio».
L'emendamento, approvato con 26 voti favorevoli, un contrario e un astenuto, ha modificato la formulazione in «costi relativi al potenziamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti legati ai flussi turistici», chiarendo che non si tratta di coprire spese ordinarie ma interventi aggiuntivi dovuti alla presenza turistica.
Il sindaco ha anche risposto alle perplessità del consigliere Raimondo Lima sulla reale vocazione turistica della città: «I numeri parlano chiaramente. Nel 2015 avevamo 62.282 presenze turistiche, l'ultimo dato ufficiale del 2024 parla di 163.361 presenze. Abbiamo triplicato, non c'è un settore in Italia che possa aver registrato il 300% di aumento. Un aumento costante e graduale, nonostante due anni di Covid».
Bottaro ha difeso il percorso fatto: «È diventato uno dei principali settori dell'economia cittadina. I b&b si sono triplicati in questi anni perché c'è evidentemente una domanda forte. Questa tassa verrà pagata anche da tutti i gestori dei b&b, non sono esclusi».
Sul tema delle strutture alberghiere, il sindaco ha spiegato: «Il Covid ha dimostrato una grande criticità per le strutture alberghiere, molte hanno chiuso. Le strutture più piccole come i b&b, molto più gestibili e con costi più bassi, sono sopravvissute. Inoltre, la conformazione del centro storico non permette alberghi da 200 stanze, e i vincoli paesaggistici oggi vietano la costruzione di grandi strutture sul mare».
Proprio sul boom dei b&b è intervenuto ancora Branà, sollevando un tema sociale: «I b&b sono aumentati perché essendo Trani una città turistica, le persone preferiscono trasformarli in strutture ricettive piuttosto che affittarli a famiglie. Questo crea una problematica abitativa importante. Ci sono famiglie anche con bambini che non riescono a trovare casa e stanno lasciando la città per andare a Corato o Andria».
Il sindaco ha riconosciuto il problema: «È un fenomeno che va gestito, anche se non siamo ancora ai livelli di pericolo di città come Venezia o Firenze. Il nostro valore aggiunto è che i nostri centri storici sono abitati dai residenti. Sul tema casa è fondamentale il social housing, stiamo spingendo sulla realizzazione di nuove abitazioni. Abbiamo chiesto all'Europa fondi diretti per le città, uno dei temi fondamentali è proprio la casa».
Il consigliere Tommaso Laurora ha difeso il provvedimento: «L'imposta di soggiorno è fondamentale per generare nuove entrate e intensificare i servizi fruibili a livello turistico. Sono anni che cittadini e associazioni chiedono questo regolamento».
Michele Di Gregorio ha sottolineato: «Anche 50mila o 100mila euro all'anno che entrano nelle casse comunali sono utili a rendere questa città più vivibile e accogliente. Perché non dovremmo considerarli?».
Il segretario comunale Francesco Angelo Lazzaro ha chiarito un aspetto procedurale sollevato da Lima: «L'articolo 42 attribuisce al Consiglio comunale l'istituzione e l'organizzazione dei tributi, con espressa esclusione della determinazione delle aliquote che è di competenza della Giunta. Per l'imposta di soggiorno c'è una previsione specifica di legge che deroga a questo assetto ordinario».
Il regolamento, approvato all'unanimità dopo l'emendamento, rappresenta dunque un passo importante per la città, che si dota di uno strumento ormai presente nella maggior parte delle località turistiche italiane.
