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Comunali, ecco il «Manifesto del cittadino onesto»

Il coordinamento regionale INSIEME della Puglia ha proposto il ‘Manifesto del cittadino onesto’, un’azione che nasce dal basso per contrastare le inique attività del governo con i condoni e la discriminazione dei cittadini onesti. 

MANIFESTO DEL CITTADINO ONESTO
1. L’onestà non è un principio astratto, ma un valore fondante della convivenza civile e sociale
e del bene pubblico. Chi non intende perseguirlo deve pagare un costo salato.
2. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali dinanzi alla legge…” (art. 3
Costituzione italiana), dunque, hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, gli stessi obblighi e i
medesimi privilegi.
3. “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva
(art. 53 Costituzione italiana). Pagare le tasse è un obbligo ineludibile e un dovere morale di
solidarietà sociale.
4. L’alterazione dei principi dei punti 2 e 3 da parte delle autorità di governo deve essere
considerato un atto discriminante lesivo della onestà della persona.
5. A parità di capacità contributiva la tassazione deve essere uguale per tutti. Nessun privilegio
o artificio contabile o scudo fiscale può modificare l’importo contributivo dovuto allo Stato
da parte di ogni cittadino.
6. Nessuno privilegio può essere attribuito a una persona o categoria di persone o di lavoratori
in qualsiasi modo associati senza che, allo stesso tempo, sia esteso a tutti i cittadini. La
mancanza di equità deve essere considerata atto discriminatorio verso cui il cittadino in forma
anche associata può invocare il ricorso alla magistratura.
7. La mancanza del concorso alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva propria
deve attenuare i diritti di cittadinanza e comportare una corrispondente riduzione dei servizi
erogati dallo Stato sulla base della fiscalità, in particolare di quelli erogati a tutti i cittadini,
come sanità, fatta salvaguardia dei casi di imminente pericolo di vita, scuola, giustizia,
sicurezza e ordine pubblico. In tal caso i servizi resi dallo Stato devono essere posti a carico
del cittadino.
8. I condoni, se applicati solo a persone che si trovano in certe condizioni, sono atti discriminanti
a meno che le condizioni di privilegio che i condoni determinano non siano estese a tutti i
cittadini per garantirne l’equità.
9. Tutto ciò che è realizzato in assenza o in violazione di regole, quindi abusivo, non potrà essere
condonato e se, in seguito a calamità, danneggiato non potrà essere in nessun modo
indennizzato dallo Stato, anche se l’abuso è stato condonato. Il cittadino che in conseguenza
del suo atto abusivo si è reso responsabile di danni ad altri sarà, in ogni caso, chiamato ad
azioni risarcitorie dallo Stato.
10. In virtù dei principi di uguaglianza dei cittadini, gli atti che alterano il principio devono poter
essere appellati ad organi che ne annullano la validità.

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