Sulla questione dell'imposta di soggiorno interviene Angela Mercorio, candidata sindaca per il movimento «Rispettiamo Trani», con una posizione che mira a superare la contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari per rimettere al centro le esigenze dei residenti.
«Da candidata sindaca non difendo una tassa, difendo i cittadini di Trani» esordisce Mercorio, sottolineando come l'imposta in sé non sia né buona né cattiva, ma diventi «inaccettabile quando serve a mascherare l’assenza di una visione» o a tappare semplici buchi di bilancio.
Secondo l'esponente di Rispettiamo Trani, il vero tema non è lo strumento fiscale, ma la distribuzione dei costi del turismo, che oggi graverebbero impropriamente sui tranesi: «Oggi il costo lo pagano i residenti: con servizi sotto pressione, spazi pubblici sovraccarichi e manutenzione insufficiente».
Mercorio prende le distanze tanto da chi vede nella tassa una «soluzione magica» quanto da chi la rifiuta per «slogan», definendo entrambe le posizioni ipocrite. «Il turismo non è una mucca da mungere, ma nemmeno un alibi per continuare a far pagare sempre gli stessi. Se genera costi, quei costi vanno governati; se produce risorse, quelle devono tornare alla città».
L'impegno proposto dalla candidata è basato sulla massima trasparenza e su vincoli di destinazione ferrei. «Nessun euro senza vincolo, nessun euro senza rendicontazione», promette Mercorio, precisando che le somme incassate — stimate tra i 270 e i 440 mila euro — dovranno tradursi in benefici tangibili: decoro urbano, sicurezza, mobilità e qualità dello spazio pubblico.
«Queste cifre non cambiano il destino della città, ma fanno la differenza tra una politica seria e l’ennesima gestione improvvisata» conclude Angela Mercorio. «La linea è chiara: prima i cittadini, non i bilanci. Prima il governo dei fenomeni, non la propaganda. Prima Trani, non le scorciatoie».
